Paolo Nutini (Press Conference)

Conferenza stampa dal sapore surreale quella tenutasi ieri pomeriggio a Milano, che ha visto Paolo Nutini rispondere ai giornalisti prima della sua esibizione serale al Palasharp.

26 novembre 2009

La cornice è quella insolita del Consolato Britannico di via San Paolo, in una stupenda veranda circondata da legno e vetrate che danno sul centro della città. Il cantautore scozzese, di chiare origini italiane, arriva accompagnato da chitarrista e trombettista, esegue tre brani estratti dal suo secondo disco “Coming Up Easy” (per la precisione “Candy”, “Pencil full of lead”, “High Hopes”), ed al termine del breve show si presta alle nostre domande.

Niente scrivanie, niente microfoni e distanze. In pieno stile britannico con tè e biscotti, Nutini gira tra i giornalisti e scambia quattro chiacchiere con ognuno, chiacchiere che verranno ora trasformate in intervista, per quel che è possibile riassumere.
Tra domande legate alle sue origini italiane, alla moda, al cibo fino ad arrivare alle nostre, più incentrate sulla musica, ecco l’incontro con uno degli artisti del momento e del futuro.

Qual è il tuo rapporto con la musica italiana? La conosci?
La mia conoscenza purtroppo è limitata e molto legata alla musica di anni e decenni fa oltre che all’opera. Conosco alcuni dischi di Lucio Dalla ed alcuni grandi compositori: da Mantovani a Verdi fino ad Ennio Morricone.

C’è un’artista italiano con cui vorresti collaborare?
Purtroppo da noi arriva poca musica italiana sia del passato che di oggi. Quindi non so risponderti, ma immagino che ci siano artisti validi ed interessanti.

Stasera suonerai di fronte ad un Palasharp soldout. Come ti senti?
Sarà una serata diversa dal solito, la serata con il maggiore pubblico avuto finora per me. Questo è sorprendente perché diverso dai festival in cui ho suonato: stasera la gente verrà solo per me. Quindi sono onesto, sono più nervoso del solito.

Che opinione hai di internet?

Internet è sicuramente una buona cosa per la promozione degli artisti underground, dà una grande visibilità. Forse non è altrettanto buono per le case discografiche. Noi artisti stessi, viviamo ormai con i tour, con il live. Il guadagno dalla vendita dei dischi è bassissimo. In compenso però molta gente ascolta i brani facilmente e se gli piacciono acquista il biglietto.

Che legame hai con la moda? Ti interessa?
Ad essere sincero non è una cosa che mi coinvolga più di tanto. Ho delle fasi in cui sento di volermi vestire bene ed altre in cui proprio non mi interessa. L’importante alla fine è stare bene fisicamente e mentalmente, quella è moda.

Cosa significa “cool” per te?
Beh, io ho un concetto di cool assolutamente personale. Per me mio padre è la persona più cool del mondo. Una persona che lavora da 40 anni nello stesso posto, davanti a una friggitrice, eppure ogni giorno ha quel sorriso che lo rende magico. Questo è essere cool per me.

C’è uno stile musicale che ricerchi? Un sound, magari del passato, a cui ti ispiri particolarmente?

Ci sarà sicuramente, solo che non so quale sia. (ride, ndr). Sono tanti stili, tanti sound. Però  non posso negare l’importanza che hanno avuto per me i dischi della Stax Records.

Per concludere. Il momento più bello della tua carriera e l’occasione che ti auguri per il tuo futuro.
Aprire per la data di reunion dei Led Zeppelin alla O2 Arena; quello è stato sicuramente il momento più importante ed emozionante! Per il futuro, non so, sono troppe le cose che si sogna di fare…però ti dirò, magari tra dieci anni…suonare sulla luna? No? E’ un’idea?

Ride e scherza Paolo Nutini, un personaggio dal forte accento scozzese, che confessa di divertirsi nel notare le varie espressioni delle persone alle sue battute. Tra belle canzoni ed una grande voce il ragazzo viaggia veloce verso una sicura ascesa, magari sulla luna, tra dieci anni…quando ne avrà compiuti solo trentadue.

Riccardo Canato

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