Paul Romanko (Shadows Fall)

 

6 dicembre 2007

 

 

Prima di tutto, come sta andando questo tour? Quali le tue impressioni ora che si sta avviando alla sua conclusione? Cosa ti aspettavi all’inizio? Puoi dirti soddisfatto?
Prima di partire avevamo la sensazione che sarebbe andato piuttosto bene, e cosi è stato!
Per noi è stata un’occasione d’oro per andare a suonare in posti in cui non eravamo mai stati, ad esempio questa è solo la seconda volta che veniamo in Italia; ci consideriamo fortunati che Machine Head e Trivium ci abbiano scelto come supporto per darci questa opportunità.
E’ stato il primo tour europeo che non fosse il solito giro di festival estivi in cui abbiamo suonato davanti a cosi tanta gente, speriamo così di avere guadagnato nuovi fan lungo la strada.
Se la cosa ha successo potremmo avere nuove possibilità di tornare in futuro e fare un’ esperienza simile, magari da headliner.

Pensi che mettere insieme 5 gruppi in fondo diversi nello stesso tour è stata una buona idea? Non sarebbe stato meglio avere 5 band più omogenee per quanto riguarda lo stile?
Quando facciamo tour in Usa da headliner facciamo spesso questo tipo di cose, tendiamo a portare sempre molti gruppi eterogenei, può sembrare strano ma ha sempre pagato, lo show ne guadagna molto e la gente non si è mai lamentata. Un tour di queste dimensioni con 4-5 bands che suonano lo stesso genere lo troverei noioso alla lunga, preferisco la diversità.
E poi anche se gli stili sono differenti è pur sempre metal! Questo porta ad avere persone al concerto che magari non ascoltano il genere che suoni ma poi magari ti vede e si appassiona anche al tuo.

Gli Shadows Fall sono sulla scena metal da più di una decade, non dico che siete veterani (ride, ndr) ma una via di mezzo: da questa prospettiva cosa ne pensi del metalcore trend attuale? Troppi cloni? Quali sono invece i gruppi migliori, metalcore e non, che trovi promettenti o con un futuro davanti?
È quello che succede con la musica in generale, è capitato negli anni ‘80 quando c’era l’hair metal e il thrash, cosi come nei primi ‘90 con il grunge e poi col nu metal; è l’evoluzione naturale della musica. I ragazzi vengono influenzati spesso dalle stesse cose, specialmente quando un genere emerge dall’underground e diventa mainstream, così quando crescono iniziano a suonare con un’ influenza di base che è la stessa, quindi se poi il prodotto finale risulta simile non c’è da stupirsi.
Per quanto riguarda il discorso delle band direi che Unearth, Killswitch Engage, Lamb Of God e As I Lay Dying stanno facendo piuttosto bene, hanno trovato la loro dimensione e sono ormai ben stabiliti.

Infine, so che “Threads Of Life” è uscito da pochi mesi, ma avete per lo meno qualche idea o qualche spunto per un lavoro futuro?
Onestamente non siamo stati molto tempo a casa quest’ anno, dopo aver pubblicato “Threads Of Life” siamo stati quasi sempre in giro a suonare. Una volta finito questo tour abbiamo circa 2 mesi di pausa, per poi andare in Giappone, Australia e Filippine, quindi forse in questo lasso di tempo potremmo pensare a qualche nuova idea anche se c’è da dire che ogni volta che finiamo un tour ci sentiamo molto pigri e difficilmente siamo produttivi sotto questo aspetto!

N.B.

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