Phil Demmel, i Machine Head e la rabbia

I Machine Head sono da sempre uno dei simboli di quel thrash maledettamente brutale e da sempre un punto d’ispirazione per tutte quelle band che di questo genere hanno fatto la loro ragione di vita. Outune ha incontrato Phil Demmel, axeman della band statunitense.

Questo vostro tour non è partito al meglio visti i problemi che ci sono stati con la defezione degli Hatebreed in certe date ed altre che hanno dato forfait, quale è stata la vostra reazione iniziale a questi problemi?
Noi siamo in giro da parecchio tempo, e nonostante ci sia dispiaciuto molto non avere gl i Hatebreed con noi durante certi concerti ed il fatto che gli All Shall Perish non ce l’abbiano fatta, non potevamo arrenderci lo dovevamo ai nostri fan.

Finora come è stata la reazione del pubblico europeo a questa vostra nuova discesa?
Molto entusiasta direi. Ci piace sempre suonare dal vivo ed incontrare i nostri fan. E’ la nostra cosa preferita.

Sono passati ormai tre anni da “The Blackening” state già lavorando al suo successore?
Attualmente no. Vogliamo concentrarci appieno sul portare a casa questo tour, poi alcuni nostri membri saranno occupati coi loro side project. Ma una volta terminato tutto questo, ci ributteremo sicuramente in studio per registrare un nuovo album.

A proposito di “The Blackening” e la rabbia che si può trovare all’interno di quell’album, diresti che è attuale di questi tempi, vista la crisi che ha colpito il mondo e soprattutto il tuo paese?
Con “The Blackening”  volevamo mostrare tutta la nostra rabbia verso ciò che ci circonda a livello politico e sociale. Siamo molto incazzati per ciò che riguarda quello che sta succedendo nel nostro paese. Direi che la “angry music” trova terreno fertile di questi tempi e permette alla gente di sfogare le proprie frustrazioni e la propria rabbia.

Quando non stai suonando coi tuoi compari Machine Head, cos’è che ti piace ascoltare per sfogarti?
Ascolto musica molto strana (ride) Ascolto molta roba vecchia, ma ti dirò ciò che mi sta facendo impazzire è l’ultimo degli Shinedown, grandissimo disco! Diciamo che oggi giorno c’è poca musica buona e poche band davvero di qualità

Come mai ci sono poche band di qualità secondo te? Mancanza d’ispirazione?
Con i tempi che corrono, non si ha più il tempo di potersi rilassare e comporre un buon disco. Le pressioni dalle case discografiche certo non aiuta e la costante mercificazione della musica è un altro grosso problema. Eccezion fatta per gruppi come Killswitch Engage, Shinedown e pochi altri, ho trovato davvero poca musica odierna che davvero mi piace.

Diversi sono i traguardi che avete raggiunto come band, quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per questo 2010?
Vogliamo dare il massimo in queste ultime date che ci restano, e poi concentrarci appieno per poter dare ai nostri fan un disco fantastico e ancora più violento, il 2010 sarà sicuramente l’anno dei Machine Head!

Phil, io ti voglio ringraziare tanto per il tuo tempo, a te le ultime parole per tutti i fan dei Machine Head.
See you on the road e grazie infinte per il vostro supporto. Aspettatevi un nuovo disco killer!

Dj Nik

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