Pooh, The End: l’ultima conferenza della band

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Si può essere amici per sempre. Questo è il succo dell’ultima conferenza dei Pooh che si è tenuta al The Yard di Milano. Un addio difficile da pronunciare per chi, come loro, ha segnato – volente o nolente – la storia della musica italiana.
Un addio, quello dei Pooh, celebrato in pompa magna. Il primo dicembre uscirà POOH50VERONA, un libro fotografico pubblicato da Contrasto che raccoglie le immagini e le emozioni dei tre concerti sold out dei Pooh all’Arena di Verona. Un libro che – come racconta Canzian “stempera la malinconia attraverso l’orgoglio. Un libro che racconta una storia di famiglie ma anche di persone che hanno seguito noi per lungo tempo. Tutto lo staff che ci ha supportato è per noi una forma di orgoglio. Abbiamo iniziato questo viaggio che eravamo bambini, qualcuno se ne è  andato qualcuno è tornato. Credo che sia anche una forma di dignità fermarsi ora che le luci sono accese, la nostra è stata una storia di hit ma non solo. Per la prima volta prenderemo in mano la nostra vita. È doloroso, però chiudere in questa maniera darà luce al nostro marchio e speriamo che la nostra musica rimanga dopo di noi”.
Non solo, l’ultimo lungo abbraccio della band attraverserà tutta Italia, a partire dal 10 dicembre al Pal’Art Hotel di Acireale (Catania) e si concluderà il 30 dicembre all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) (Qui il calendario completo). Per completare e coronare con la classica ciliegina sulla torta per i fan che da anni li seguono, ci sarà #PoohAlCinema, l’ultimo concerto dei Pooh in diretta via satellite in 200 cinema italiani proprio da Bologna il 30 dicembre.
“Dalla prima conferenza è passata molta acqua sotto i ponti. Pensavamo di fare solo San Siro e poi si sono aggiunti gli altri concerti. Ognuno è stato una grande botta. I pianti sotto palco per quell’ultimo concerto. Noi abbiamo promesso che questo sarà ed è l’ultimo viaggio insieme”. Esorta così Roby Facchinetti. “Inizio a intravedere il porto e la sensazione non è per nulla bella. La sera quando salgo sul palco, si sente il dolore di questa chiusura che ci deve essere, cito una frase: ho imparato a dirti amore quando ormai c’era da andare. Capisco quanto siano importanti per ognuno di noi i Pooh ma ormai non si può più tornare indietro. Questo sarà, costi quello che costi”.
Dodi ammette che non è facile esser presente all’ultima conferenza stampa, nel corso di questo periodo hanno preso due decisioni importanti: quella del tour e quella di continuare questo viaggio con altri pochi concerti. Salutare il loro pubblico con soli due concerti, sarebbe stato come strappargli il cuore. “L’Italia è fatta di tanti posti, una decisione mossa dal desiderio di salutare i fan. Questo ci ha dato la possibilità di vedere un traguardo che vediamo man mano. Stiamo diluendo il saluto dei Pooh. Il 30 di dicembre sarà una serata memorabile per tutti chi ci segue, le nostre famiglie.”
Stefano: “Sappiamo che tutto nella vita deve finire, anche i Pooh. Uno inizia a guardare oltre. Vivrò vivendo, sarà curioso e interessante scoprire cosa ci sarà oltre i Pooh”.
Riccardo Fogli: “Un viaggio che mi ha fatto scoprire molto. Ho visto più giornalisti in questo anno che in tutta la mia vita. La tensione strana che ogni concerto è l’ultimo, una sensazione emozionante. Ringrazio i Pooh per questo. Sarà meglio tornare a casa dalle mogli e dir loro che tutto può tornare come prima”.
Rosi di Sony Music ammette che avrebbe rosicato a vedere il disco dei Pooh sotto altra etichetta: “Noi non finiamo, non vi lasciamo discograficamente disoccupati ci saranno una serie di Best Of. Dopo cinquant’anni siamo riusciti a portarli agli Instore. È il momento di parlare dei risultati, il disco sta andando molto bene. Al numero 3 di Amazon nel Black Friday. Abbiamo superato lo shipping di oltre 100.000 copie. Abbiamo raggiunto la certificazione di platino. Il nostro obiettivo è il doppio di platino dopo Natale”.
Salzano: “Questo abbraccio è continuo e costante. San Siro ci ha portato a riflettere sul proseguo. Il 30 dicembre sarà un parterre in piedi, sarà una festa. Ci saranno due palchi e una passerella. Lo stiamo cercando di trattare come si trattano i grandi saluti. Abbiamo pensato di creare questo evento per i cinema, attraverso una diretta via satellite, un abbraccio a tutt’Italia”.
“Un miracolo che è avvenuto, grazie a questa Reunion è che abbiamo avuto la sensazione che i fan, i giornalisti si siano accorti nuovamente dei Pooh, è questo che stupisce Facchinetti. “Tutti improvvisamente si sono accorti che i Pooh esistono, questa è la nostra rivincita”.
Dodi svela il segreto di una delle band più longeva in Italia: Essere uno dei Pooh è un modus vivendi e suonandi, ci assomigliamo. È una botta di fondale, fortuna. Siamo costanti, lavoriamo dalle 10 alle 20. Siamo sempre stati molto pragmatici”.
“Una delle accezioni migliori è che ci lasciamo bene per una promessa, non escludiamo nulla. Ognuno di noi avrà rapporti con l’altro. È il marchio che si ferma. Dobbiamo rimettere in ordine la nostra vita. Siamo partiti prestissimo e necessitiamo di capire e guardare avanti”, ha aggiunto Red.
Stefano conclude così: “Ci ho messo tre anni a metabolizzare di abbandonare i Pooh. È anche stimolante. Il successo logora non solo chi non ce l’ha, ma anche chi ce l’ha. Capirono la mia scelta, non ho mai perso i Pooh. È stato faticoso il ritorno. La sensazione del giorno dopo e il non sapere cosa fare, ci si sente smarriti. Il calendario diventa vuoto. Improvvisare le giornate. Dopo cinquant’anni che sei stato uno e cinquino è una sensazione dura da superare”.

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