Protest The Hero, intervista con Tim Millar

protest-the-hero-intervista-2013

Il nuovo album dei Protest The HeroVolition” è uno dei migliori. [ENGLISH VERSION BELOW] Non solo del 2013, ma proprio dell’ultimo decennio per lo meno. Un lavoro in cui i ragazzi trovano il perfetto equilibrio tra mathcore, progressive, classic e thrash metal, realizzando un lavoro che segnerà qualsiasi fortunato ascoltatore che gli si avvicinerà. Abbiamo parlato dell’evoluzione e dell’ultimo cd con Tim Millar, chitarrista del gruppo.

Quanto tempo avete impiegato per completare il processo di scrittura e di registrazione per “Volition”?
“Abbiamo scritto circa un anno, non con continuità, per registrarlo direi almeno cinque mesi, considerando il periodo trascorso dalla prima nota scritta fino all’ultima sessione di mastering.”

Di cosa parlate questa volta?
“Penso ci siano diversi temi sul disco, musicalmente e a livello di testi. Musicalmente abbiamo puntato a migliorare il songwriting pensando alle canzoni come un insieme e non come singoli pezzi di un puzzle, volevamo realizzare qualcosa di molto coeso e compatto, mi auguro ciò emerga chiaramente ascoltando l’album. A livello di testi invece penso si spazi agevolmente da un tema all’altro: si passa da un ipotetico scontro tra Star Trek e Star Wars (“Clarity”), fino a parlare di gruppi che sono completamente falsi, costruiti (“Underbite”), fino a problemi personali o legati alla band stessa. I testi di “Plato’s Tripartite” riguardano la violenza sessuale sulle donne e di come le persone che si rendono responsabili di simili atti, riescano comunque a farla franca…”

Qual è l’obiettivo artistico che vi siete preposti di raggiungere a questo giro? Quanto è difficile soddisfare le aspettative che sono cresciute intorno alla vostra band dal momento in cui il successo di “Scurrilous” vi ha esposto a un pubblico ancora più grande?
“La cosa più importante era non deludere tutte le persone che ci hanno supportato a prescindere, senza aver mai sentito una singola nota del nuovo disco. Avevamo una grande pressione addosso e non volevamo fallire in questo. Abbiamo provato ad andare in studio e a migliorare ciò che avevamo fatto sullo scorso disco e a fare cose che non avevamo fatto l’altra volta. Penso che in “Volition” si senta un sound più maturo, credo anche che alla fine questo nuovo album sia ancora meglio di quanto la gente potesse attendersi. Ci siamo migliorati senza allontanarci troppo dal nostro sound riconosciuto.”

Quante cose sono cambiate nella carriera dei Protest The Hero sin dai tempi di “Fortress“? La vostra popolarità è cresciuta moltissimo da quell’album in poi…
“Abbiamo provato a far conoscere il più possibile questa band sin dal primo giorno in cui è nata. Per fare questo servono dischi e concerti, più ne fai più riuscirai a realizzare l’obiettivo iniziale. Abbiamo lavorato tantissimo per arrivare dove siamo ora, e questo è successo perchè ci siamo prefissati di farlo dall’inizio.”

Come ci si sente a dover registrare un disco che è stato completamente supportato e pagato dai vostri fans?
“Avevamo una grossa responsabilità sulle nostre spalle, ma penso sia stato un buonissimo accordo per tutti: le persone che sono nostri grandi fan ci hanno aiutato a fare in modo che potessimo portare la nostra proposta musicale a un livello successivo. I fans sono responsabili primi del successo del nostro nuovo album. “Volition” non sarebbe uscito in questo modo se non avessimo avuto tutta queste gente ad aiutarci concretamente. Saremo per sempre debitori di tutte queste persone.”

Qual è il tuo parere riguardo il music biz? Pensi che questo ritorno alla filosofia del Do It Yourself possa realmente cambiare e migliorare lo stato attuale delle cose nell’industria discografica?
“Il crowdfunding è un’opportunità che può davvero aiutare le band che sanno cosa stanno facendo. Non è qualcosa per tutti, devi saperti prendere le tue responsabilità ma ti permette di staccarti dalle dinamiche dell’industria. C’è un sacco di merda che continua a esserci nel modo tradizionale di fare dischi, se le band non dovessero più dipendere da un’etichetta per fare dischi, le label stesse avrebbero meno potere nel costringere i gruppi ad accettare i compromessi e tutte le porcherie a cui oggi è necessario sottostare. Penso comunque ci sia ancora un posto per etichette e per il music business anche al giorno d’oggi, tuttavia bisogna imparare a stare al passo con i tempi e con i cambiamenti per evitare di rimanere troppo indietro e diventare così istituzioni vetuste e ancorate a un passato che non c’è più.”


English Version

We had a nice chat with Tim Millar, Protest The Hero‘s axeman. “Volition“, their fourth record, is not only an astonishing effort, but one of the best metal album of the current decade by far.

How long did it take the whole songwriting and recording process for the new one?
We were writing on and off for about a year and then recording from the first note to the last mastering session was probably about 5 months.

Which themes are you dealing with at this time?
I feel like there are different themes on the record, musically and lyrically. Musically we were focussing on better songwriting and really thinking of the songs as a whole. We tried to get the music to fit together as one big cohesive piece so I hope that comes across when listening to the album.  The lyrics are all over the place in a good way I think. Stuff from Star Trek vs. Star Wars (Clarity), to bands that are complete fakes and full of shit (Underbite), to some more personal or band related issues. The lyrics to Plato’s Tripartite are about rape or the mistreatment of women and how the people responsible get away with it as far as I know.

What is the artistic objective of the new album? How hard is to fulfill the expectations that are grown around your name since the claim you obtained with Scurrilous?
The biggest thing was not letting down all the people that supported us before they had heard a note of the new album. That felt like a lot of pressure and we didn’t want to let people down. Everytime we go into the studio we try to think of things we didn’t do last time, or things we could have done better. I feel like this record was more of what people could expect from us, but hopefully a more matured sound. I don’t think we’ve strayed too far from what we’ve done in the past with Volition.

How many things have changed in PTH career since Fortress? Your popularity has increased a lot since that album…
We’ve just been trying to grow this band from day one. The more albums you release, the more touring you do hopefully is going to accomplish that. We’ve worked really hard to get where we are and it’s because we’ve put in the time and plan to keep doing so.

How does it feel to release an album that has been fully supported and sponsored by the fans?
It’s very humbling and a great stress off our shoulders. I feel like it’s a good deal for everyone. The people that are big supporters actually get to do something that really helps us bring stuff to the next level. Fans are directly responsible for the success of our new record. Volition would not have turned out the way it had if we didn’t have those people so we are forever in your debt.

What’s your opinion about the music industry? Is the return of the DIY philosophy that could really change the biz?
Crowdfunding options are empowering bands that know what they are doing and have worked at it a long time. It’s not for everyone and you are taking on a lot of responsibility but it makes the industry stay on their toes. There’s a lot of bullshit and corruption that go on, and if bands don’t need to depend on a record label to fund their album, then the labels have way less leverage to make the bands agree to a lot of the nonsense that has been going on. I believe there still is a place in the world for labels and music business but you have to keep up with the changes if you don’t want to become archaic.


Condividi.