Rage tour 2011: intervista con la band

Rage Tour 2011 Intervista

In occasione della loro data in quel di Romagnano Sesia, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare i Rage durante la loro conferenza stampa. Ecco quello che hanno raccontato.

State facendo un tour senza promuovere nessun disco. Perché questa scelta? E cos’avete fatto nell’ultimo anno?
Non abbiamo ancora dato un successore a “Strings To A Web” semplicemente perché negli ultimi mesi abbiamo trascorso moltissimo tempo in tour. E adesso siamo ancora in giro! Tra l’altro quest’estate parteciperemo anche ad alcuni festival, quindi non è ancora finita. In ogni caso non preoccupatevi, tra poco riprenderemo a scrivere del nuovo materiale, e dovremmo tornare in studio quest’autunno per iniziare le registrazioni del nuovo album.

Potete anticiparci qualcosa riguardo al nuovo disco?
Sì, che sarà doppio! Nel senso, abbiamo preso la decisione di scindere i due aspetti del nostro stile, ossia quello più prettamente rock/metal da quello sinfonico. Quindi gli album probabilmente saranno due, uno in cui affronteremo il discorso orchestrale in un modo simile a quanto avevamo già fatto con la Lingua Mortis Orchestra, mentre l’altro sarà un lavoro ‘tradizionalmente’ metal, nel nostro tipico stile. Questo è tutto quello che possiamo dirvi, non sappiamo ancora né quando usciranno né come. Sicuramente, però, nel cd sinfonico avremo molti ospiti e, in generale, vi sorprenderemo…

Avete parlato dei festival estivi. Sapete già dirci in quali suonerete? Forse a Wacken?
Per ora non sappiamo dire di preciso a quali e quanti festival prenderemo parte. Di sicuro quest’anno non suoneremo a Wacken. Quello che possiamo anticipare è la nostra presenza allo Sweden Rock Festival, e sarà qualcosa di speciale. Eseguiremo infatti un concerto completamente acustico. Non orchestrale, attenzione! Semplicemente proporremo il nostro repertorio in ri-arrangiamenti che vedranno l’utilizzo di strumenti classici, come il violoncello ad esempio, e chitarre rigorosamente acustiche. Si tratterà di una serata davvero insolita, insomma.

Registrerete questo concerto?
Non lo sappiamo ancora. Ma tanto oggi c’è YouTube, se a qualcuno interessa lo potrà sicuramente vedere poche ore dopo. Eh, il web…

Dalle vostre parole sembra che non siate grandi fan di internet? Giudicate questo mezzo dannoso per la musica?
No beh, non siamo così netti nei giudizi. Sicuramente internet ha rivoluzionato il mondo e tutto il nostro modo di vivere, e molte cose possono essere positive. Pensiamo ad esempio a facebook: quello è sicuramente n ottimo mezzo per farsi conoscere, e può essere un grosso vantaggio soprattutto per le band e i musicisti emergenti. Si possono far promozione senza dover spendere cifre folli, e oltre a questo possono tenersi in contatto, anche abitando a migliaia di chilometri di distanza.
Però ci sono anche aspetti negativi. Abbiamo parlato di YouTube perché, in fin dei conti, ci irrita e non ci piace il fatto che tutto oggi possa esser ripreso, anche le prove, il backstage, etc. insomma, è una cosa che ti mette pressione addosso, dovresti essere sempre perfetto e non commettere mai errori né poterti rilassare un attimo, il ché è impossibile. Spesso finisce che tutti questi video amatoriali ti portano pure cattiva pubblicità!
E poi anche il file – sharing è dannoso nella quasi totalità dei casi. E soprattutto è un bel problema per i gruppi emergenti: si vendono meno dischi, quindi le discografiche mettono meno gente sotto contratto, e spesso le band più piccole finiscono per rimanere senza contratto e non sono più in grado di andare avanti. No, a noi pare sia fondamentalmente negativo e dannoso per la musica stessa.

Voi però siete in giro da più di 25 anni, molto prima dell’avvento di internet. Avete vissuto tanti momenti diversi nella vostra carriera. Potete dirci qual è stato il momento migliore e quello peggiore?
Abbiamo dovuto affrontare molte difficoltà nella nostra storia, ma non sapremmo dire di preciso quale sia stato il momento peggiore dei Rage. Fra i momenti più belli, invece, uno lo possiamo indicare chiaramente: è stato quando questa formazione ha suonato insieme per la prima volta a Wacken. È stato il primo concerto che abbiamo fatto insieme, è stato qualcosa di veramente speciale! E poi, sempre a Wacken, è stato incredibile anche suonare assieme all’intera orchestra. Non avevamo quasi fatto in tempo a fare il soundcheck, dovevamo registrare per il DVD e, in più, suonavamo davanti a una marea di persone. Potete intuire facilmente quale fosse la pressione che si addossava su di noi. Eppure tutto è filato liscio, anzi lo show è filato una meraviglia ed è piaciuto al pubblico. Si è davvero trattato di un momento magico!

Una domanda extramusicale. Nei vostri brani spesso parlate del pericolo nucleare. Ora, data la tragedia giapponese, pensate che in Germania sarà possibile chiudere le centrali nucleari?
È difficile trovare le parole per commentare quanto è successo in Giappone. Si tratta di un’immane tragedia, c’è poco altro da dire. Tutto è contaminato, e sicuramente questo disastro verrà pagato a lungo dal popolo di quel paese.
Per quanto riguarda invece il nostro paese, in realtà è già da parecchio tempo che gli elettori ci sono schierati massicciamente contro il nucleare, e quindi le centrali stanno già iniziando ad essere chiuse.
È chiaro che l’unico motivo per cui i governi delle varie nazioni vogliono il nucleare è quello di poter fare tanti soldi e in fretta. Ma la maggior parte delle persone, al contrario, non ci guadagna nulla, e quindi è ovvio che sia contro questa cosa. È allucinante il rischio che si corre. Che dire d’altro…speriamo che i politici trovino un modo non così terribilmente pericoloso per arricchirsi…

Corrado Riva

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