Randy Black, ecco a voi “one monster drummer”

Un dvd educativo, un nuovo disco alle spalle con i Primal Fear e molto altro ancora sono gli spunti di conversazione in compagnia del batterista Randy Black (Primal Fear, ex- Annihilator). Questo è ciò che il buon canadese ci ha raccontato al telefono.

Randy l’anno scorso è uscito l’ultimo disco dei Primal Fear “16.6 (Before The Devil Knows You’re Dead”)  ,  cosa significa la cifra 16.6?
All’inizio era un mistero per molti ora è un’informazione diffusa. Le due cifre 16 e 6 corrispondono alle lettere del alfabeto P ed F, le iniziali del gruppo.

Come mai questa scelta? Volevate giocare un po’ con i vostri fan? C’è qualche appassionato di numerologia nella band?
A dire il vero io non centro nulla, è stata un’idea di Matt (Sinner, il bassista). Nessun membro della band si è opposto all’idea e quindi è ciò che abbiamo fatto, ed in effetti molti hanno cercato di capire che cosa stavano a significare quei due numeri.  Semplicemente pensò che sarebbe stato figo fare una cosa del genere ecco perché.

Per quanto riguarda il secondo titolo “Before The Devil Knows You’re Dead” , possiamo evincere da questo titolo che le tematiche principali del disco siano l’inferno, la morte o il diavolo?
Non credo, non potrei giurarci dato che non sono stato io a decidere il titolo. Ma ti posso dire che non c’è un messaggio nascosto o che si tratti di un concept. Il titolo è stato scelto da Ralf (Scheepers) e Matt. Diciamo che è un titolo figo.

Quali furono le dinamiche del songwriting per ciò che riguarda questo disco?
Bella domanda. Probabilmente come alcuni dei nostri fan sanno, i membri della band non abitano nella stessa città. Io abito a Berlino, Matt e Ralf vivono vicino a Stoccarda, Henny (Wolter, chitarra) vive ad Hannover e Magnus (Karlsson) vive in Svezia. Prima di affrontare il discorso del songwriting volevo fare una premessa, io non sono una parte attiva del songwriting.  Io mi occupo di portare le mie idee per ciò che riguarda le parti di batteria in studio. Dunque, Matt, Henny e Magnus si sono trovati in Svezia a casa di Magnus ed hanno scritto un paio di brani li. A quel punto tramite il computer hanno programmato delle parti di batteria e mi hanno poi inviato le demo dei brani. A quel punto da casa mia qui a Berlino mi sono esercitato sui brani , aggiungendo idee mie che mi sembravano belle. Ci siamo poi trovati presso i House Of Music Studios a Winterbach in provincia di Stoccarda. Da li si preme il tasto “Record” e presento le mie parti di batteria ai ragazzi, i quali approvano o mi chiedono di provare qualcosa di diverso. E’ cosi che funziona con i Primal Fear, ci sono quattro compositori: Matt, Ralf, Henny e Magnus.

A proposito di registrazioni, quando ti trovi a registrare le tue parti di batteria e quella famosa luce rossa si accende, quali sono i pensieri che ti pervadono la mente? Sei nervoso? Ansioso? Quali sono i pensieri di un batterista mentre regista a parte il dover stare a tempo?
Alcune cose le hai già menzionate. Innanzitutto a chiunque piacerebbe fare una buona la prima ogni volta. Ogni batterista è diverso ed ogni musicista è diverso. Solitamente la mia take migliore è la seconda o terza, dato che uso la prima per conoscere a fondo il brano e la parte che devo suonare. Inoltre dovrei aggiungere che prima di andare a registrare non ci troviamo in precedenza per fare delle prove generali. Ognuno fa i propri compiti a casa. Poi quando giunge il momento io preparo la mia batteria, le traccia di accompagnamento ed una traccia click ed inizio a suonare. Diciamo che sono un po’ nervoso, ma questo è perché fa parte del mio carattere, dato che voglio sempre dare il meglio indipendentemente che sia in studio o dal vivo. Naturalmente voglio rendere felici i miei compagni nella band ed il mio produttore, voglio sempre fare del mio meglio. Secondo me è buon segno l’essere nervoso, dato che mi tiene all’erta e mi permette di dare il cento per cento.

Sono d’accordo con te, dato che credo che se uno è troppo sicuro di se potrebbe poi finire a non fare del suo meglio ed offrire una prestazione mediocre.
Esatto. Uno dei miei incubi è stendere brutte tracce di batteria per un disco, ed è per questo che mi impegno sempre a fondo ed imparo al meglio le canzoni, ed in questo modo si può essere creativi.

A proposito di creatività, so che a breve uscirà il tuo doppio dvd educativo “The Black Book” in cui mostrerai le tue tecniche e molto altro ancora. Come è nato il desiderio di voler far uscire un dvd del genere?
E’ nato tutto dalla Mapex, uno dei miei sponsor. Sono ormai 7/8 anni che suono batterie Mapex e loro avevano bisogno di un video promozionale, qualcosa di professionale che potesse permettere la publicizzazione di me che suonavo una batteria Mapex. All’inizio pensai semplicemente di registrare un paio di video di me mentre suonavo brani dei Primal Fear o degli Annihilator. In seguito, dopo aver parlato con una certa azienda, mi fu consigliato di fare un dvd educativo e l’idea mi piacque molto. E’ un doppio dvd dato che mostro certe tecniche che utilizzo e certi miei modi di suonare dei fill, tecniche di doppio pedale e in più ci sono 7 brani che suono per intero. Questi sette sono tre dei Primal Fear, tre degli Annihilator, uno dei Skew Siskin ed una breve traccia del mio progetto berlinese,i Dusk Machine. Oltre a questo c’è un mia intervista in cui racconto la mia evoluzione di batterista da quando cominciai fino ad oggi, inoltre ci sono foto e filmati di repertorio… mi trovai da un’ora di intervista a tre ore di materiale filmato! E’ cosi che è nato il tutto, sto giusto sistemando il discorso legale per ciò che riguarda i diritti d’autore, in modo che tutti vengano pagati e ognuno si prenda il merito che gli spetta.

Una volta visionato il prodotto finito, ne sei rimasto soddisfatto?
Come in ogni disco che ho inciso o video che ho fatto c’è sempre quel pensiero del “Avrei potuto fare questo diversamente” e pensieri di questo tipo. Secondo me se un’artista si riascolta o si rivede e crede che ha raggiunto la perfezione, non ha più senso continuare. Diciamo che c’è sempre un “rimpianto” ma che puoi utilizzarlo come spunto per migliorarti. E’ cosi che si cresce. Non sono soddisfatto al cento per cento, ma sono molto contento del prodotto finito.

So che sei anche insegnante di batteria, hai un discorso introduttivo che fai ai tuoi studenti prima di incominciare?
Innanzitutto chiedo loro che obiettivi hanno. Dove si vedono tra 5-10 anni musicalmente parlando.  Ciò su cui insisto molto sono i rudimenti, che naturalmente stanno alla base di un buon batterista. Oltre a questo devono esercitarsi a click, dato che oggi giorno nella musica è praticamente un must. Se non lo fai, può succedere che il tuo produttore vada a cercare un batterista che sappia suonare a click, dato che nel music business il tempo è denaro e non c’è spazio per i sentimenti.

So che a breve avrà inizio il vostro tour degli Stati Uniti, cosa ti aspetti da questo tour e quale è stata la reazione del pubblico americano per ciò che riguarda il vostro ultimo disco?
Per ciò che riguarda le vendite in America non te lo so dire. So che ha avuto un buon successo in molti stati e molti dei nostri fan americani hanno apprezzato la direzione che abbiamo intrapreso con questo album. Mi aspetto e spero che sia come il nostro ultimo tour da quelle parti, che ha avuto luogo l’anno scorso ma era molto breve. L’anno scorso non sapevamo come sarebbe andata dato che erano quattro anni che non suonavamo in America . Fu un successo soprattutto nelle città di Los Angeles, New York ed Atlanta. I promoter furono talmente soddisfatti che ci proposero un tour più lungo. Quindi mi auguro che sia come la volta scorsa, dato che il nostro seguito americano è in costante crescita. Questo tour è molto più lungo di quello precedente, dato che si tratta di un tour di quattro settimane tra i mesi di Maggio e Giugno. Quindi mi aspetto delle belle cose.

Per ciò che riguarda la tua terra natia, il Canada. Com’è stato accolto il disco?
Anche lì le vendite sono andate molto bene. Abbiamo due date programmate per il Canada, ovvero Quebec e Toronto e forse si aggiungerà anche una data a Montreal. E’ sempre bello ritornare a suonare dalle mie parti.

Durante la tua carriera ai suonato praticamente ovunque nel mondo, quale nazione ti ha dato maggior soddisfazione?
Senz’ombra di dubbio i sudamericani.  Senza nulla togliere ai nostri fan che si trovano in altre parti del mondo ma in Sud America, sono davvero pazzi. Ma anche sorprendentemente i canadesi. Mi ricordo la nostra ultima data in Canada. Eravamo a Montreal ed i ragazzi della band non sapevano cosa aspettarsi, dato che abbiamo suonato in un locale relativamente piccolo. Quella notte fu fantastica, ed i ragazzi ne furono molto contenti.  Ma devo comunque dire che i sudamericani sono i più entusiasti, sanno tutti i testi, sono pienamente coinvolti.

Infine Randy, quali sono gli obbietivi che ti sei prefissato per questo 2010?
In primis allargare il nostro seguito in America, dato che questo sarà il nostro tour più lungo da quelle parti. Vogliamo fare dei concerti splendidi e sono sicuro che i fan non rimarranno delusi.  Oltre a questo come abbiamo detto prima, a fine 2010 uscirà il mio DVD che verrà distribuito in tutto il mondo, e mi auguro che piaccia e che chi lo guardi possa imparare qualcosa, sopratutto i batteristi.

A te le ultime parole per tutti fan dei Primal Fear
Grazie per il vostro supporto, per il fatto che comprate i dischi e ci ascoltate, é ciò che tiene vivo il metal e fa si che noi torniamo a suonare per voi.

Dj Nik

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