Red Hot Chili Peppers I’m With You: l’attitudine è sempre la stessa

red hot chili peppers 2011

Pensi ai Red Hot Chili Peppers e, ancor prima che ad Anthony Kiedis, pensi a Flea, alle sue folli linee di basso e al suo ancor più folle colore di capelli. Flea era il punk della band e non ha mai smesso di esserlo: sempre fuori dagli schemi e con la filosofia del do it yourself ben radicata sotto la pelle. Vederlo entrare scalzo, senza denti e con un’evidente ricrescita grigia che si mischia al fucsia della tinta fa pensare ad un disadattato, un reietto. “Molti mi chiedono come faccio a convivere con tutto quello che comporta lavorare nel music business. Io mi sono mantenuto fuori dagli schemi, così come tutta la band. L’attitudine è sempre la stessa, come potrebbe essere quella dei Bad Brains, per citare un gruppo che amo. Solo che mi rendo conto che loro non abbiano pianificato un tour negli stadi per l’anno prossimo”.
Il viso segnato da anni di abusi si nota ancora di più quando ti ritrovi a fissare quello di Josh Klinghoffer, nuovo membro della band e più giovane di lui di vent’anni. “John Frusciante è un mio amico, mi ha sempre dato ottimi consigli e avevo già lavorato con la band in passato. Certo, esserne diventato un membro stabile è tutta un’altra storia”. La storia per ora dice chiaramente che i cambi di chitarrista hanno sempre fatto bene alla band di Los Angeles: Frusciante diede il via al successo del gruppo, Navarro suonò in quella perla che fu “One Hot Minute” e il ritorno dello stesso Frusciante portò alla conquista del pianeta. Ora, “I’m With You” sembra confermare la regola. “Detto così, sembra che io abbia già i giorni contati” – confessa scherzando Josh – “ma per ora sono abbastanza tranquillo”. La sensazione è che il giovane axeman si sia inserito alla perfezione in un combo giunto alla piena maturità artistica, donando quella spensieratezza che nelle ultime uscite pareva perduta. “Josh è un chitarrista straordinario ed un bravo ragazzo. Ha portato entusiasmo, ma sarei falso se ti dicessi che il nostro modo di comporre sia mutato col suo arrivo”.


Outune.net – Red Hot Chili Peppers: Flea & Josh in Italy on MUZU.TV

In effetti il nuovo disco è il più funky da diverso tempo e l’aspetto a colpire maggiormente è quello dell’improvvisazione, che abbonda soprattutto nelle introduzioni dei pezzi: “Abbiamo deciso di registrare ogni nota da quando mettevamo piede in studio al momento dell’uscita. Ci siamo trovati così ad avere una serie di jam favolose che non potevamo non utilizzare, così abbiamo inserito le improvvisazioni migliori sull’album”. A colpire è anche la varietà stilistica dei pezzi, oltre che l’utilizzo di strumenti inusuali, come il piano o strumenti legati alla musica africana: “Ho preso lezioni in questi anni, mi sono avvicinato al piano e sono rimasto folgorato dalle armonie di Bach. Quando ho preso confidenza con lo strumento, mi è venuto naturale comporre qualche brano. Sono stato in Africa e la mia vita è cambiata: per loro la musica ha un legame strettissimo con la religione e hanno strumenti magnifici. “Ethiopia” risente di questa esperienza”. Non solo a livello musicale il continente africano ha influenzato Flea: “Quando sento parlare di crisi economica negli States mi incazzo immediatamente. Santo Dio, quelli sono paesi in crisi, luoghi dove i bambini muoiono di dissenteria, non un impero dove crollano delle fottute borse”. Forse non dovrebbe venire lui a ricordarcelo…

Luca Garrò

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