Redrum Alone: rifare i CCCP, 30 anni dopo

I primi sono pugliesi, i secondi emiliani. I primi fanno musica elettronica, i secondi facevano punk. I primi si stanno facendo strada nei palchi e dance floor d’Italia, i secondi infiammavano i luoghi simbolo della controcultura. Insomma, i punti di contatto potrebbero sembrare pochini, ma a pensarci bene non è poi così incredibile che il duo elettronico Redrum Alone faccia una cover di “Emilia paranoica”, un classico dei CCCP di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni, anche perché, come spiega la metà della coppia Piero “Peet”, “Credo ci siano oggi diverse band italiane che si ispirano, più o meno apertamente, alle sonorità e ai testi dei CCCP”.

E così, giustamente indifferenti alle barriere fittizie fra generi musicali, Piero “Peet” e Tommaso “Qzerty” hanno deciso di rileggere a modo loro questo importante capitolo nella storia di una delle band più influenti del panorama italiano, non a caso nel trentennale dell’incontro berlinese fra Ferretti e Zamboni, che nel 1981 decisero di dare vita ai CCCP. Con tanto di imprimatur da parte del secondo: “Ebbene si… Massimo Zamboni ha ascoltato questa cover e l’ha definita «molto Kraftwerk», riferimento che peraltro ci piace molto”. Certo, nell’approcciare una materia così complessa non sono mancati i timori: “Temevamo in effetti che qualche fan «fedele alla linea» potesse storcere il naso rispetto a questa cover. Al contrario, devo dire che il pezzo è stato accolto piuttosto bene, anche da chi ha vissuto gli anni d’oro dei CCCP”. Il risultato, in effetti, è eccellente. Le mosse per riuscire in questo difficile compito? “Aumentare i BPM, batteria che spinge, basso synth a dente di sega e «ugole robotiche»”.

Nato nel 2006, il progetto Redrum Alone si sta pian piano facendo conoscere per la Penisola, grazie anche ai live set, componente fondamentale di quest’avventura, al contrario di quanto si potrebbe pensare di solito per le formazioni elettroniche: “Quando giriamo i laptop li lasciamo a casa, prediligendo un live che risulti essere magari più scarno, ma suonato dal vivo. Le macchine che siamo soliti portare con noi sui palchi sono sintetizzatori, drum machine, campionatore, vocoder ed effetti vari”. Le idee per il futuro ci sono, ma sono (felicemente) fumose: “Sulle prossime produzioni c’è un grande  punto interrogativo… naturalmente stiamo già lavorando ai pezzi nuovi e diverse cose sono in cantiere. Il bello dell’elettronica, a mio parere, è che offre un po’ la libertà rispetto alle release”. Un assaggio del loro lavoro lo potete avere ascoltando “Emilia paranoica” fatta a modo loro: che siate fan dei CCCP o meno, non vi deluderà.

Emilia Paranoica by Redrum Alone

http://www.myspace.com/redrumalone

Marco Agustoni

Condividi.