Richard Ashcroft ci parla del suo nuovo progetto musicale

Fuck, he’s a crazy bastard. Non c’è bisogno di traduzione per la definizione del loro leader – assolutamente lusinghiera – fatta dai componenti di The United Nations of Sound, ovvero i musicisti che insieme a Richard Ashcroft hanno dato vita al suo nuovo progetto musicale. La mente dei Verve ha messo in piedi il progetto RPA (vale a dire Richard Paul Ashcroft) & The United Nations of Sound (“Non c’è definizione che ci calzi meglio: è esattamente quello che siamo”), sfornando in questi giorni un album.

Titolo, non ci si può sbagliare, “The United Nations of Sound”. Il disco arriva quattro anni dopo l’ultimo lavoro solista di Ashcroft ed è stato registrato tra New York, Los Angeles e Londra ed è stato prodotto dall’artista e produttore hip hop No I.D. (collaboratore di Jay-Z); gli arrangiamenti sono stati curati da Benjamin Wright mentre il mixaggio audio è stato affidato alla leggenda Motown Benjamin Reggie Dozier (uno che ha lavorato con Stevie Wonder e Marvin Gaye).

Ennesima nuova vita musicale, dunque, per Richard Ashcroft, che con il passare del tempo conferma di essere un ricercatore di suoni, come fin dall’inizio della sua carriera: “Mi piace inoltrarmi nel mondo della musica e cercare, sperimentare, tirare fuori qualcosa di nuovo”. Rieccolo qua, dunque, “Ma non sono mai scomparso. Ho sempre continuato a suonare e a scrivere canzoni”, anche se lontano dall’occhio vigile dei fans e del pubblico. Il ‘qualcosa di nuovo’ che Ashcroft ha cercato e trovato, lui lo descrive così: “Nu-soul, nu-questo e nu-quello: siamo stanchi delle etichette. I miei nuovi compagni di avventura erano tutti ispirati, se ne infischiavano di ragionare sul fatto che stavano creando qualcosa che difficilmente sarebbe stato etichettabile. Perché oggi sembra che tutto debba essere incasellato e avere appuntata su una bella etichetta”. Ed ecco nato il progetto RPA & The United Nations of Sound: “Mi piaceva l’idea di attingere alle radici della musica, per poi portarla verso un sound aggiornato e fresco”. La storia di questo percorso arriva a un punto cruciale lo scorso autunno, con Richard Ashcroft che incontra No I.D. a New York e pianificano 10 giorni di lavoro insieme. Non sono tanti, ma iniziano a lavorare sodo. Benjamin Wright, parole di Ashcroft, ha realizzato “degli arrangiamenti incredibili. E’ stato un onore lavorare con lui e con Benjamin Reggie Dozier. Vedere all’opera queste persone era grandioso, volevo trarre il massimo da questa occasione, da questi talenti e da questa atmosfera”.

Francesca Binfaré

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