Richie Sambora presenta Aftermath Of The Lowdown

Richie Sambora parla di “Aftermath Of The Lowdown” (in uscita il 17 settembre su Dangerbird/Distribuzione Audioglobe) come di un sogno che si realizza: “Durante una conversazione con mia figlia, le ho detto che qualsiasi cosa le succeda non dovrà mai abbandonare i suoi sogni, perché sono le cose che ci fanno vivere. Al momento, il mio sogno più grande è questo disco: realizzarlo, farlo conoscere al pubblico, suonarlo. Sono  una persona piena di speranza e sono convinto che i sogni sono il motore di tutto.” Richie Sambora ritorna con un album solista dopo quasi 15 anni dall’ultima emissione datata 1998. “Aftermath Of The Lowdown” presenta il chitarrista dei Bon Jovi (prossimi a loro volta a tornare con un album di inediti e un tour mondiale l’anno prossimo, ndOT) alle prese con le sue radici blues e rock, in quello che sarà un disco inaspettato per molti: “Quando suono nei Bon Jovi devo tirar fuori la mia parte più “pop” e lasciar da parte le mie influenze blues. In questo disco posso fare ciò che voglio, devo solo suonare. Diversi brani sono nati così, mentre li stavamo suonando ci siamo guardati come per dire “sì, cosi mi piace!”. Nella musica moderna manca questo approccio, è tutto così programmato e formale, mentre invece noi siamo degli amici che si divertono a suonare insieme.

Le canzoni di Aftermath sono nate in modo diverso: “Every Road Leads Home To You è la prima canzone che abbiamo provato in studio, è stata immediata, diretta, abbiamo seguito un flusso che ci ha portato a questo risultato. Al contrario, brani come Burn That Candle Down e Learning How To Fly With A Broken Wing hanno richiesto una lavorazione più lunga e complessa . Sento la necessità di esplorare diversi territori in quanto artista. C’è un duplice aspetto in questo lavoro: l’essere artisti e far parte dello showbiz. Essere artisti significa scrivere canzoni, registrare album, parlare di sé. Poi sali sul palco e in quel momento diventi parte dello showbiz. E a quel punto non ci si può fermare, bisogna continuare a migliorare le proprie capacità. Io stesso prendo ancora lezioni di chitarra! Mi piace lavorare con altri autori, con ingegneri, con produttori, con altri musicisti perché c’è sempre da imparare e a più di 50 anni, mi sento ancora come se fossi agli inizi.

Sull’essere invece personaggio pubblico e su come i suoi pezzi arrivano ai fans, Richie ha le idee chiarissime: “Leggete articoli su di me nei giornali perché faccio parte dei Bon Jovi.  Ok, questo è un aspetto della mia vita. Ma anch’io ho qualcosa da dire. Stamattina ho accompagnato mia figlia a scuola, portato fuori il cane e sono venuto in studio. Una delle cose più importanti che ho imparato in tutti questi anni nella mia carriera di autore è che scrivi canzoni per tutti. La mia vita è un micro cosmo, ho avuto un divorzio, diversi problemi, come chiunque altro. Scrivi un pezzo, ci metti dentro tutte le sensazioni che provi in quel determinato momento, ti piace, sei soddisfatto del prodotto finale e una volta che finisci di scriverla…non appartiene più a te! E’ di tutti quanti, e c’è della magia in tutto ciò.”

Stefano Masnaghetti


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