Rio, i sognatori che combattono il Gigante

“Questo è il nostro disco più rock” spiega Fabio Mora, cantante dei Rio, band giunta al suo terzo album dopo essersi fatta notare l’anno scorso grazie al singolo “Il gigante”, realizzato assieme a Fiorella Mannoia. E in effetti non gli si può dare torto: con “Il sognatore”, i Rio tirano fuori un po’ più di cattiveria rispetto al passato, anche se quando gli fai notare che si sarebbe potuto fare ancora qualcosina in più, rispondono cauti: “Non potevamo alienarci il pubblico che ci segue da anni e che è abituato a un certo tipo di suono”.

Fatto sta che il percorso cominciato con “Mariachi Hotel” e proseguito con “Terra luna e margarita” segna una crescita continua, di cui “Il sognatore” è un altro piccolo gradino. E Mora e il suo socio Marco Ligabue ne sono consapevoli: “Questo è il disco in cui ci identifichiamo di più. Anche se le cose del passato non le mettiamo nel cassetto”. Quanto al futuro, chissà… “In questo momento volevamo tirare fuori l’energia del rock” racconta Marco, “ma magari il prossimo album sarà acustico”.

Per “Il sognatore” Marco e Fabio si sono avvalsi di due ospiti di livello: oltre alla già citata Fiorella Mannoia, che duetta con Fabio ne “Il gigante”, pezzo di chiara ispirazione ambientalista (il mostro del titolo rappresenta il progresso a ogni costo, incurante del destino del pianeta), i Rio hanno chiamato in causa l’inossidabile Luciano Ligabue (affari di famiglia, come suggerisce l’omonimia), che ha scritto il testo di “Da qui”. “Un giorno l’ho fatta ascoltare a Luciano, gli e piaciuta tantissimo e nel giro di poche ore ci ha regalato il testo. Sono le parole che avremmo voluto scrivere noi, ma non ci siamo riusciti”, racconta suo fratello Marco.

Per l’estate i Rio hanno in programma di promuovere il disco e, per scaldare i motori in vista di un tour vero e proprio, stanno affiancando Luciano nel suo giro degli stadi italiani. Quale modo migliore per dimostrare al (grande) pubblico le potenzialità della loro ultima creatura?

http://www.rio.it/

Marco Agustoni

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