Roberto Fabbri, il chitarrista romano presenta il suo nuovo disco “Beyond”

Una piacevole chiacchierata con il chitarrista e compositore Roberto Fabbri, diversi i temi affrontati a partire dalla sua ultima release fino alla situazione cultural/musicale del paese Italia.


In cosa differisce Beyond dai tuoi lavori precedenti?

E’ il primo lavoro che mi vede principalmente in veste di compositore ed esecutore, finalmente in questo cd suono la mia musica.

A cosa ti sei ispirato nella composizione del disco?
Sono semplici appunti di viaggio che rappresentano il mio modo di comunicare le impressioni, i ricordi e le conoscenze che mi sono più care alla memoria nel mio vagabondare.
Ognuno, nella sua memoria, porta storie, luoghi, persone che in un determinato momento della propria vita in qualche modo lo hanno emozionato e lo hanno aiutato a conoscere se stesso e il fuori di se. E’ inevitabile e innata la necessità di voler comunicare a più persone possibili, per renderle partecipi e per condividere con loro proprio quelle situazioni che ci  hanno lasciato un segno indelebile. Ho voluto confezionare questi brani come cartoline musicali. Cartoline “fotografate” nei Paesi che ho visitato, conosciuto o scoperto grazie al mio suonare in giro per il mondo.

Qual è il lavoro o la collaborazione che ricordi con più piacere di tutte quelle effettuate?

Sicuramente l’apertura a Belgrado nel febbraio 2009 del concerto di Ennio Morricone, dove mi sono esibito come solista davanti a 20.000 persone!

La tua carriera è molto lunga, riesci a isolare nel corso del tuo percorso quello che è stato il momento migliore e anche quello peggiore e raccontarcelo?
Io sono un inguaribile ottimista, non riesco a ricordare i momenti “peggiori” forse anche perché proprio in virtù del mio carattere tendo a rimuoverli e poi perché anche da quelli può scaturire qualcosa di positivo. Un momento molto importante è stato sicuramente quando la Fondazione Andrés Segovia di Linares, mi ha invitato a suonare le mie musiche, nel luogo dove riposano le spoglie mortali del grande maestro spagnolo, è stato un importante riconoscimento morale alla mia attività. Ma il momento migliore in assoluto è stato quando ho firmato il contratto discografico per questo cd!

Qual è il tuo sogno nel cassetto che ancora non hai realizzato?

La colonna sonora di un film.

Cosa ne pensi della fiera di Bologna Music Italy Show che si terrà a maggio con tema centrale “la chitarra”?
Assolutamente fantastico! D’altro canto la chitarra è lo strumento più venduto e probabilmente anche suonato al mondo, quindi mi sembra un giusto tributo.

Credi che l’Italia sia una nazione in cui è ancora possibile ascoltare musica di qualità? Cosa si dovrebbe fare per favorire la diffusione di artisti e band meritevoli che non passano sui talent show che imperversano oggigiorno?
Certamente si, ricordiamoci che noi italiani abbiamo nel DNA secoli di musica di qualità, testimoniata da compositori che vanno da Palestrina a Verdi a Petrassi e Berio. Quindi la nostra capacità “percettiva” in questo senso, anche se sopita, può essere “risvegliata” in qualsiasi momento. Io credo che si debba spingere la gente ad uscire di più, ad andare ai concerti ed a sentire gli artisti dal vivo.

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