Roy Mayorga

14 giugno 2007

 

"Siamo arrivati ieri a Venezia, riuscendo a darci un'occhiata intorno. Un posto fantastico, un sacco di luoghi interessanti, avrei voluto avere più tempo per girarla meglio ma sfortunatamente abbiamo dovuto fare tutto di fretta. C'erano dei turisti che mi guardavano male, sarà stato per i capelli o per i piercing, alla fine ero più interessato io a fare il turista rispetto a loro. Ci siamo fatti delle gran risate. Spero che passi la pioggia, ogni tanto a un festival estivo un po' d'acqua fa bene, il sole a picco ti fonde il cervello almeno ti rinfreschi. Certo che se poi non smette diventa un casino e anche i concerti ne risentono, ma sono fiducioso, tornerà il sole quando toccherà a noi" (Mayorga novello Giuliacci, potevi mica prevedere il tornado di venerdì?, ndr)

"Sono cotto, credo sia umano essere stanchi. In qualsiasi lavoro si faccia si arriva vicini a un limite quando si continua a eseguire lo stesso mestiere per troppi giorni di fila, siamo in giro da più di un anno, adoro suonare la batteria e insieme agli Stone Sour, credimi è la mia vita oltre che il mio lavoro. Ma siamo davvero spossati, oramai le nostre giornate sono finalizzate a trovare la concentrazione massima per quell'ora in cui daremo tutto ciò che abbiamo dentro per far divertire i ragazzi e i fans. E' la nostra preoccupazione principale quella di essere sempre al massimo, anzi di fare vedere che concerto dopo concerto diventiamo sempre più potenti, ma siamo veramente al limite, dopo quest'estate ci prenderemo un bel break, non vedo l'ora arrivi quel momento. Non fraintendermi, sono felice di essere qui oggi, di là ci sono più di ventimila persone che vogliono divertirsi e noi faremo il massimo per farlo, mi sembra però umano (it's human, you know, the human body needs a break sometimes…ndr) avere la necessità di fermarsi dopo così tanti viaggi. Sicuramente tutto questo ha giovato alla band, siamo molto più uniti e coesi ora rispetto a diversi mesi fa, stiamo scrivendo dei pezzi durante questo periodo, chissà quando faremo un nuovo disco ma ognuno di noi sta buttando giù le proprie idee, non è facile farlo durante il tour ma abbiamo cominciato a mettere via del materiale interessante, vedremo…"

"Sono trent'anni che suono la batteria, ho iniziato giovanissimo e sono cresciuto ascoltando a ripetizione i dischi dei Led Zeppelin, dei Black Sabbath e dei The Who. Questi sono stati i primi gruppi che mi hanno influenzato e mi hanno colpito. Col passare degli anni ho cominciato ad ascoltare anche molto punk rock e quando nei primi anni ottanta sono usciti i primi dischi degli Slayer e dei Celtic Frost lì ho tratto altre influenze per quanto riguarda il mio drumming style. Credo che l'ultimo disco dei Celtic Frost sia una delle poche cose di questi anni veramente interessanti nel mondo della musica hard&heavy, ultimamente sto ascoltando soltanto vecchi dischi. Mi disintossico spesso dai decibel che produciamo onstage con dischi jazz e di musica classica, anche se mi capita di rimettere su qualche vecchio vinile degli Zeppelin o anche dei Kiss, quelli erano decisamente altri tempi per fare rock rispetto a oggi, c'era molta più attenzione alla scena e si sente in quei dischi la consapevolezza di quei grandi musicisti di essere dentro una grande rivoluzione musicale".

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