Salmo presenta Midnite: l’intervista

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Ormai Salmo sembra averci preso il ritmo: ogni anno, puntuale come la morte, il rapper sardo sforna un disco nuovo. Ora è la volta di “Midnite”, album anticipato dal singolo “Russell Crowe” in cui ritorna la formula del precedente “Death USB” a base di rap, dubstep e attitudine rock. “Da quando mi sono trasferito dalla Sardegna a Milano ho la possibilità di dedicarmi a tempo pieno alla musica, anche perché non lavoro più. Per cui è ovvio che sia diventato anche più produttivo”. Non si tratta, quindi, di una pura strategia di marketing. “Di sicuro oggi ci sono artisti che fanno dischi in pochissimo tempo, anche perché in giro ci sono tanti rapper e la gente ti dimentica in fretta. Ma io vado avanti perché mi viene naturale e continuerò così finché ho l’ispirazione”, prosegue Salmo. E, nel parlare di “Midnite”, si dice certo di un passo avanti rispetto al passato: “Rispetto a Death USB è cambiato il mio modo di scrivere. In questo ho avuto più tempo  disposizione, ho potuto curare i particolari”.

Le atmosfere sono sempre quelle notturne di “Death USB”, con in più questa volta un tocco di millenarismo fantascientifico che pervade i testi dei brani di “Midnite”, con accenni a invasioni aliene e complotti rettiliani (“Space Invaders”), a tentativi di farci rimanere giovani vecchi, immaturi per sempre (“Old Boy”), così come ad apocalissi prossime venture (“Weishaupt”). “La realtà è banale, noiosa. Alla gente piacciono le apocalissi, i grandi complotti. Non ha importanza se sono verità o cazzate, l’importante è far sognare le persone”, spiega Salmo. Che per questo disco ha chiamato in causa numerosi collaboratori: Cyberpunkers, Shablo, Belzebass e Big Joe tra i produttori; Noyz Narcos, Nitro, Gemitaiz e Madman tra gli mc. Uno dei brani che colpisce maggiormente, di sicuro il più intimo, è “S.A.L.M.O.”. A proposito del quale l’mc racconta: “La canzone l’ho chiamata così perché mi rappresenta perfettamente. Ho iniziato con quel tipo di rap classico, con l’hip hop, anche se non l’ho vissuto in pieno. Poi quel suono si è evoluto e ne è venuto fuori qualcosa di diverso. Una sorta di alter ego. In quella canzone, invece, sono proprio io a nudo”. Nonostante ciò, non è venuto ancora il momento di pensare a un album 100% hip hop: “Prima o poi, magari. Ma non ora. Quel che mi viene fuori adesso è quel che si sente in Midnite”. E il risultato è una manata, quindi perché lamentarsi?


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