Selah Sue: quando il soul fa rima con originalità

Selah Sue (c) Cedric Viollet

Selah Sue è una cantante di cui sentiremo di certo parlare nei prossimi mesi. Giovanissima, classe 1989, Selah ha un passato di studi in psicologia ed una voce che non può passare inosservata. In Belgio è già una vera e propria star, anche se lei, molto modestamente, ammette che lo è per la mancanza di grandi alternative.


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Difficile pensarlo dopo aver ascoltato un album in cui la sua passione per cantanti quali Lauryn Hill o Erykah Badu spicca insieme ad una marcata dose di originalità e ad un talento cristallino. Il suo primo, omonimo, album tradisce inoltre un amore verso sonorità reggae che non t’aspetti in un panorama, quello delle voci femminili soul, spesso standardizzato su precisi canoni. Non a caso Selah cita tra le sue maggiori ispirazioni proprio Bob Marley e non solo per il ritmo dei propri brani, ma soprattutto per la sensibilità dei suoi testi. Sì, perché la cantante belga è anche l’autrice di quasi tutti i brani dell’album e questo non può che giocare a suo favore, vista la miriadi di interpreti di cui abbonda il mercato discografico. Cee-Lo Green ha voluto assolutamente che duettasse con lui su “Please”, presente sul suo ultimo disco, e la spinta di popolarità dovuta alla diffusione del brano ha fatto sì che l’artista avesse l’onore di aprire il recente concerto di Prince ad Anversa. Non male per una ventiduenne…


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