Shakira (press conference)

14 novembre 2005

Una conferenza affollatissima quella della biondissima popstar, ecco le sue dichiarazioni sui vari temi affrontati.

“‘Oral Fixation’ mi rappresenta e riguarda il mio interesse alla comunicazione orale che passa anche per la mia bocca attraverso le canzoni. Non mi interessano le ironie che si possono fare su questo titolo, per me è un termine sfaccettato che può essere inteso in maniere diverse da persone diverse. È anche un termine della psicanalisi e le relative copertine del primo e del secondo capitolo hanno un significato freudiano e junghiano.”

“Non so se sono più o meno concreta delle mie colleghe perché non sono americana. Vengo dalla Colombia, un paese che ha sofferto tantissimo, ma che continua a vivere col sorriso sulle labbra anche se ha problemi gravissimi. Ho una tradizione molto forte con la musica tradizionale del mio paese, nonostante questo però non voglio arenarmi in una categoria di musica sola. Sono riuscita a crearmi uno stile musicale definito, che non combacia necessariamente con un genere preciso e definito.”

“Durante le registrazioni del disco ho avuto modo di collaborare con Santana. Durante la stesura di “Illegal” sentivo la presenza e la sua influenza sul pezzo a cui stavo lavorando. Ho fatto il possibile per contattarlo affinché collaborasse con me nella realizzazione della track. Gli ho parlato e ha accettato di buon grado. Santana è un musicista sensazionale, ha messo il suo sound avvolgente nel pezzo ed è stato un onore lavorare con lui. Gli sono molto grata per ciò che ha fatto.”

“L’album termina con una canzone su Timor perché, una volta saputo cosa era successo tra il 1975 e il ’99 mi è nato un sentimento spontaneo. La nostra esistenza è distratta dalla cultura pop, conoscere tutto ciò che accade nel mondo non è affatto facile. Non è colpa della cultura pop in sé o di MTv, dovrei incolpare me stessa che sono all’interno di questo stile, tuttavia ci sono molti elementi oltre a questo che distraggono, come la moda e il consumismo. Io sono grata a questo tipo di cultura perché mi ha fatto arrivare dove sono ora, ma non voglio essere distratta, anzi cerco di tenermi il più informata possibile su ciò che succede”.

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