Silversun Pickups

Di supporto alla data italiana dei Placebo, abbiamo incontrato i Silversun Pickups durante il soundcheck degli headliners.

30 novembre 2009

Gentili e infreddoliti, Brian Aubert e compagni c’hanno raccontato le loro sensazioni sull’essere di spalla a una band così importante: “E’ grandioso essere in tour con loro, venue come quelle di stasera (Palasharp di Milano, ndr) in posti che non abbiamo quasi mai visitato sono sicuramente inusuali per noi, abbiamo la possibilità di far arrivare la nostra musica a persone che non ci conoscono e a cui magari possiamo piacere. Se poi questo non dovesse accadere, spero abbiano abbastanza pazienza (risate)”.
Intanto loro hanno voglia di visitare la città in cui si trovano: “Quanto è distante il Duomo da qui? In metrò un quarto d’ora? Perfetto, c’andiamo non appena terminiamo le interviste, sarebbe una vergogna non andare a fare un giro nel centro storico di questa città meravigliosa. Cerchiamo sempre di girare le grosse città in cui ci esibiamo, il bello di andare in tour è anche riuscire a ritagliarsi lo spazio e il tempo necessario per questo.

Tempo che è sempre meno quando un album di successo (“Swoon”, il loro secondo disco) ti porta in alto nelle classifiche non solo indipendenti: “E’ incredibile il successo che questo disco sta avendo, siamo consapevoli che è meglio del primo ma non c’aspettavamo un ritorno simile. È un lavoro molto più intimista del precedente, è ricco di sfaccettature che sono venute fuori durante le fasi di composizione, racchiude bene tutti i nostri gusti musicali ed è molto vario. Non siamo una band che è partita con l’idea di fare soldi e di vivere di questo mestiere, è per questo che da qualche mese ci sentiamo vagamente spaesati, quando andiamo on stage a suonare stiamo bene, tutto questo contorno è inusuale: intendiamoci siamo felicissimi e ci sentiamo davvero fortunati ma semplicemente non ce l’aspettavamo!

In molti per loro hanno tirato in ballo quello shoegaze revival che negli ultimi anni fa proseliti ovunque: “Shoegaze noi? Cavolo grazie, ci fa piacere sapere di esser considerati parte del revival di questo ‘movimento’. Amiamo My Bloody Valentine e i Velvet Underground, ma noi pensiamo semplicemente di fare buona musica alternative e basta. C’hanno avvicinato anche a Modest Mouse, Sweet, Sonic Youth e compagnia, sono tutte cose che ci onorano, ci piace pensare ai Silversun come la nostra idea di musica ma questi paragoni ben vengano!

Infine i ragazzi sono abbastanza estranei alla crisi economica che sta travolgendo anche le discografiche e più in generale il music biz: “Ah sì c’è crisi? Ovviamente lo vediamo intorno a noi che le cose non vanno bene, ma noi abbiamo iniziato a suonare in un momento non esattamente roseo per l’industria discografica e, anzi, del music business proprio non ce ne frega nulla. Siamo talmente felici ed esaltati di quanto sta succedendoci che sentire tutti che si lamentano ci fa sentire ancora una volta un po’ fuori dal mondo, ma tutto sommato va bene così!
Hanno una loro idea anche su internet e sulla questione del file sharing illegale: “Se non fosse stato per MySpace o anche per programmi come EMUle o i Torrent noi non saremmo qui oggi. Molte persone ci conoscono col passaparola e il … ehm … passa archivio mp3! Il problema è che le discografiche non possono più tapparsi le orecchie e fare finta di niente. Il mondo è cambiato e nel giro di cinque anni probabilmente gli artisti gestiranno da soli tutto il rito della promozione, gestiranno il merchandise e i loro tour…

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