Simon Larsen (Iskald)

Simon Larsen, voce e chitarra dei norvegesi Iskald, ci parla del nuovo album Revelations of Reckoning Day.

 

Partiamo subito con una breve descrizione del disco. Come presentereste il vostro lavoro a chi non lo conoscesse?

E’ oscurità pura! Aggressività, malinconia, melodia, riff pesanti e doppia cassa sono ciò che si sente, e crediamo che siano gli ingredienti perfetti per un buon disco black/estremo.

Quali sono le principali tematiche che avete trattato nel vostro ultimo disco?

Quattro dei testi riguardano la fine del mondo, il giorno del giudizio. Pensiamo che sia un ottimo argomento per questo genere di musica, anche se può sembrare un po’ cristiano. Abbiamo anche altre tematiche nel disco, come abbiamo fatto con Warriors of the Northern Twilight pt.2, che è venuta esattamente come avrebbe dovuto. E’ sicuramente una delle nostre canzoni migliori.

Il titolo è molto affascinante. Quali sono le rivelazioni cui alludete?

Le rivelazioni sono le canzoni. Per esempio in “Journey to Hell” si parla del posto dove tutti finiremo al momento della nostra fine, e in “Dommedag” descriviamo come pensiamo che sia quando tutto sarà finito.
Ascoltando la vostra musica è possibile rintracciare diverse influenze: dal folk passando per il thrash, nonostante il black metal sia la base stilistica di partenza.

A quali band vi ispirate maggiormente? Io ci sento molto gli Immortal per esempio..

Quando è nato il gruppo Iskald volevamo suonare qualcosa stile Immortal, Emperor, Windir per cui si può dire che ci siamo ispirati al black metal norvegese, il che è naturale. Ma ascoltiamo anche death e doom metal, oltre al black. Inoltre a volte si può sentire della musica classica nelle nostre cuffie, per cui siamo stati ispirati da molti tipi di musica.

Quali novità trovi ci siano tra il vostro debut e Revelations of Reckoning Day?

La produzione è la differenza principale: è un po’ più black e molto più potente, ma sempre dura. Inoltre credo che le canzoni siano arrangiate meglio e che i riff siano stati scritti meglio stavolta. Abbiamo cercato di ottenere un sound un po’ più black in questo album e credo che ci siamo riusciti.

La copertina è splendida. Come rispecchia le lyrics del full length?

La persona sulla copertina rappresenta il giorno del giudizio, mentre sparge morte su terre devastate. Penso inoltre che sia una bellissima copertina, è molto sofisticata e chi guarda può realmente sentire il gelo.

Che progetti avete per l’immediato futuro?

Stiamo pensando di andare in tour (speriamo!), e stiamo scrivendo del nuovo materiale per il nostro prossimo album, ecco tutto! Continueremo a lavorare come stiamo facendo oggi: scriveremo canzoni nuove e faremo quanti più concerti possibile. Speriamo anche di poter partecipare a qualche festival estivo in Europa, l’anno prossimo.

Andrea Arditi

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