Snow Patrol (Press Conference)

Gary Lightbody, leader e voce, e Nathan Connolly, chitarra, hanno incontrato la stampa un paio di mesi dopo l’uscita del fortunato “A Hundred Million Suns”.

16 gennaio 2009

“Non siamo delle persone montate o che hanno perso la testa dopo aver trovato, inaspettatamente per la verità, il successo da un momento all’altro. Nelle registrazioni del nuovo disco abbiamo cercato di essere il più naturali possibile e molto rilassati. Se c’è troppa pressione, specialmente quando devi tirar fuori pezzi nuovi, è probabile che il lavoro venga davvero una merda. Serve soltanto la passione per la musica e la volontà di non ripetersi ma di cercare sempre qualche novità nel tuo sound per portare qualche piccolo cambiamento. Se oltre a questo hai l’etichetta discografica che ti rompe le scatole ogni due per tre verrà fuori un brutto disco. Fortunatamente abbiamo una label eccellente che è entrata in azione quando noi avevamo terminato il nostro lavoro.”

“Abbiamo registrato questo disco anche nella città di Berlino, negli Hansa studio, perché volevamo allargare i nostri orizzonti ed essere in un posto che c’avrebbe sicuramente ispirato parecchio. A Berlino negli anni settanta sono stati partoriti un sacco di lavori seminali, in effetti quando eravamo là avevamo la sensazione di essere davvero in un posto quasi mistico, lavoravamo in studio anche dodici ore al giorno, eravamo molto prolifici e anche quando visitavamo la città le idee continuavano a fluire naturalmente: era come se in ogni luogo e in ogni angolo trovassimo qualcosa di speciale, Berlino è una città che può essere considerata in realtà come un contenitore di altre città più piccole, ogni luogo ha una storia da raccontare ma questa affermazione non è mai stata così vera come per questa città!”

“I nostri obiettivi artistici? Fare la musica che ci piace e divertirci, non certo cercare successo e soldi a tutti i costi…anche perché onestamente se il nostro obiettivo fosse stato questo avremmo dovuto smettere molti anni fa. Non abbiamo mai pensato che avremmo venduto più di quelle pochissime copie che vendevamo coi primi lavori, potevamo chiudere la baracca dieci anni fa dopo i primi fallimenti e con un budget prossimo allo zero. Invece dato che tutto ciò che c’interessa è suonare la musica che amiamo, meglio ancora se davanti a delle persone, abbiamo continuato e il successo è arrivato senza nemmeno che ce ne accorgessimo. Basti pensare al successo di Chasing Cars (utilizzata nella serie tv Grey’s Anatomy), non sapevamo neppure che fosse stata adottata dalla televisione senza nemmeno passare da noi, io in genere odio la pubblicità e tutte quelle cose collegate insomma, eppure questa fu la spinta definitiva verso un audience molto più ampia.”

“Il nostro ruolo all’interno del music business? Domanda difficile, intanto posso dirti che le parole music biz mi fanno abbastanza paura ogni volta che le nomino, insomma non siamo sicuramente i classici attori in un ruolo prestabilito. Non ci pare nemmeno ora di essere all’interno di una major che ha ritmi e tempi inderogabili, che mette pressione e via dicendo, semplicemente perché siamo fortunati a lavorare con dei ragazzi eccezionali che ci fanno sentire ancora come se fossimo in una agenzia indipendente staccata dai classici canoni del business. Anche la parola business è relativa, noi veniamo qua a fare quattro chiacchiere mangiando brioches e dolci (ottimi tra l’altro, ndr) insieme ai giornalisti, loro la chiamano promozione, per noi è l’occasione di visitare qualche luogo che abbiamo visto poche volte prima! Anzi dobbiamo assolutamente preparare una data in Italia nella nostra prossima leg europea, siamo stati qui pochissime volte e dobbiamo tornarci per forza!”

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