Soulsavers

Soulsavers 2009

In attesa dell’imminente unica data italiana dei Soulsavers (New Age Club di Roncade, 4 dicembre), un veloce botta e risposta via mail con la band.

01 dicembre 2009

Quali sono le ragioni che hanno spinto due DJ ad iniziare un progetto che non può essere definito tipicamente di musica elettronica?
Beh, prima di tutto perché non siamo propriamente dei DJ. Ma stai sicuro che, anche se lo fossimo, non sarebbe nostra intenzione fare un qualcosa che sia “tipicamente elettronico”.

Qual è l’influenza di Mark Lanegan nei Soulsavers? Potreste continuare la vostra avventura senza la sua presenza?
Guarda, per noi un cantante come Mark Lanegan è fondamentale, e siamo sicuri che senza il suo apporto vocale nel nostro progetto i Soulsavers sarebbero fottuti.

E, se non avesse accettato questo ruolo, con chi avreste voluto sostituirlo?

Barry Gibb (Bee Gees, ndr).

Nell’ultimo disco, Broken, avete ospitato molte special guest, e molti sono musicisti che hanno un ruolo importante nella scena musicale. Ma non abbiamo capito perché avete invitato Mike Patton come backing singer. Quali sono le ragioni di questa scelta?
Mah, penso che la scelta di Mike Patton sia stata influenzata dal nostro desiderio di avere, in Broken, una persona capace di parlare un italiano fluente.

Per quali ragioni non avete fatto una grossa campagna promozionale per Broken? E perché avete scelto di anticipare questa release con un singolo che non fa parte del disco?
Non abbiamo fatto alcuna campagna promozionale perché nessuno ci voleva intervistare. Era nostra intenzione già dall’inizio di non inserire “Sunrise” nel nuovo album. Pensiamo che rilasciare un singolo che poi è presente come traccia in un nuovo album è una consuetudine che non è necessario seguire.

Avete un’idea del futuro dei Soulsavers?
Mah, chi lo sa! Forse un disco di cover dei Goblin.

Nel vostro primo disco, avete detto che i “Duri non ballano”; poi che “Non è importante quanto distante cadi, ma il modo nel quale atterri”, e alla fine qualcosa si è “Rotto”. Che successe? Non siete più dei duri o non siete più capaci di atterrare?
Ah, finalmente una persona che ha scoperto il nostro linguaggio in codice.

Stefano Di Noi

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