Stefano Piro

30 ottobre 2006

- Cosa sentivi la necessità di comunicare mentre componevi i brani che sono in “Notturno Rozz”? Differenze principali, compositive, tecniche e concettuali rispetto al periodo in cui guidavi i Lythium?
Onestamente la spinta compositiva mi è quasi sempre arrivata da un bisogno solo: eternizzare alcuni momenti, sensazioni, emozioni che in prima persona ho avuto il biforcuto piacere di vivere. E’ chiaro che la condivisione d’un viaggio così intimista ha la grande forza di farti sentire immerso nella moltitudine e quindi nell’eterna possibile sorpresa. Rispetto ai tempi dei Lythium, a livello compositivo e concettuale, nulla è cambiato perché ho sempre mantenuto in vita il mio microcosmo pur essendo parte di un gruppo di sei persone; a livello tecnico ho perso la dimensione del continuo provare live gli arrangiamenti ma ho guadagnato…in salute. Molte furono le discrepanze originate da una dedizione, secondo me, non identica per tutti.

- Raccontaci in breve la gestazione del disco, da cosa hai tratto ispirazione? Sei in grado di spiegare meglio cosa sono le melodie “ro(ck)(ja)zz” che proponi e che ricerchi?
Tutto è in grado di ispirare. Dipende molto dallo stato energetico di chi riceve il tutto: a volte un particolare è un’emozione che senti di dover portare al di là del tempo. La gioia più grande sarebbe per me trovarmi sempre al culmine della ricezione… ma non è molto semplice. Rozz è un termine che non può essere ricondotto solo al lato melodico. E’ più un’idea totale: messaggio, suoni, esecuzioni, arrangiamenti,colori, dedizione, confronti. Un tentativo di conservazione del ‘vero suonato’ per sostenere tuttavia una semplice canzone.

- Qual è stato il momento migliore della tua carriera artistica fino a questo momento? Il peggiore (se c’è stato)?
Il momento più bello è stato quando ho finito il master di Notturno Rozz. Era finito un percorso molto difficile, impegnativo e rischioso ma allo stesso tempo l’emozione più totale che abbia mai provato.Ci ho messo tutto. Il peggiore chiaramente quando ho preso coscienza del necessario scioglimento dei Lythium, anche se poi si tramutò in stimolo.

- Progetti per il futuro e desideri inesauditi che vorresti realizzare nei prossimi mesi/anni.
Suonare molto e in tante vesti quest’album è la cosa che più mi preme. Ovviamente dargli un seguito con un secondo progetto è un desiderio-bisogno. Ma più di tutto…vivere forte.

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