Stratovarius: Elysium dimostra che non molliamo mai

Incontriamo la band un anno dopo il tour di supporto a “Polaris” alle prese con un disco nuovo, “Elysium”, a brevissimo disponibile e, come sempre, felice di essere ancora in Italia.
Consentiteci però di sottolineare il piacere e la felicità provata, una volta entrati in camerino, nel salutare uno Jorg Michael caricatissimo: da qualche tempo il batterista è purtroppo alle prese con una battaglia extra musicale, difficoltosa e pericolosa, ma nonostante ciò è ancora on the road, pronto a dare il suo contributo ai suoi compagni d’avventura come sempre. Inossidabile. Timo Kotipelto non sta invece bene, la sua ugola ha avuto problemi recentemente a causa di un virus che ha costretto la band a cancellare qualche data recentemente…ma anche lui non molla e questa sera canterà ugualmente. Più distesi Jens Johansson, Lauri Porra e Matias Kupiainen che intermezza le dichiarazioni strimpellando a velocità assurde la sua sei corde per riscaldarsi.
Matias ha influito parecchio nel songwriting e nella produzione del nuovo “Elysium”, tredicesimo studio record per gli Stratovarius: “Ho messo la mia creatività al servizio della band, molte idee e tanti riff ma ripeto non voglio si dica che è il ‘mio’ disco, è un lavoro Stratovarius al 100%, influenzato dalle capacità e dall’abilità di tutti i componenti del gruppo.” Una line-up che pare essere molto coesa e che si conosce meglio giorno dopo giorno: “Stare praticamente sempre in tour ha aiutato i nuovi a inserirsi, ora ognuno di noi conosce la capacità e sa cosa aspettarsi da Lauri, piuttosto che da Matias o ancora da Timo, insomma stiamo crescendo siamo veramente contenti della formazione attuale.” Matias aggiunge “Certo a volte odio questi ragazzi ma alla fine sono i migliori compagni di band che potessi trovare (risate, ndr).
Tornando a parlare del nuovo “Elysium”, qual è il pezzo che meglio rappresenta i nuovi Stratovarius? “La canzone che dà il titolo al disco è stata terribile da completare, difficilissima, ma penso sia venuta alla grande e possa dire molto su di noi”. ““Under Flaming Skies” è la mia preferita – commenta Matias – è un pelo più moderna e leggermente differente dal resto. Mi sono divertito tantissimo su “Event Horizon” e in generale nelle parti dove si doveva shreddare senza sosta. Penso che “Elysium” sia un buon disco, ci puntiamo molto poiché crediamo possa rappresentare bene la nuova era degli Stratovarius.”
Matias è entrato da un paio d’anni nella band, gli chiediamo di raccontarci qualche episodio significativo che lo ha visto protagonista all’epoca delle selezioni per il sostituto del chitarrista storico Timo Tollki: “Abbiamo provato “Speed Of Light” e secondo i ragazzi suonavo troppo morbido, troppo gentile. Continuavano a dirmi di suonarla più convinto, più cattivo, più metal. Ricordo che tornato in albergo l’ho provata per cinque ore, cercando di risultare più aggressivo che mai (intanto esegue il riff principale del pezzo mentre ci parla, ndr). Il giorno dopo Jens mi disse ‘no troppo metal’, ci facemmo grandi risate ed entrai nella band. Non so se questo sia il periodo migliore della mia vita, sicuramente lo è fin quando si considera un buon periodo di vita il poter suonare, fare concerti, girare il mondo insieme a questi quattro pazzi, bere come spugne, fare festa e ritrovarsi sdraiati su un pavimento senza ricordarsi nulla della sera prima. Scherzi a parte, sono felice di fare parte di questa band, e ancora più contento del poter dare il mio apporto ai nuovi dischi che incideremo.”
Quando rivedremo gli Stratovarius? “Faremo dei tour estivi, cercheremo di tornare in Italia perché ci trattate sempre come delle star, è bellissimo suonare qui e sentire l’affetto della gente. C’auguriamo che i fans italiani apprezzino “Elysium” e speriamo di suonare qualche pezzo nuovo la prossima volta, dato che questa sera avremo una scaletta un po’ diversa dal solito per aiutare Timo che non sta benissimo…

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