Terence Holler (Eldritch)

17 novembre 2006

Traccia un bilancio al momento attuale della carriera degli Eldritch. Inoltre, ti aspettavi il successo raccolto dall’uscita di Portrait a oggi? Qual è stato il momento più ‘alto’ e quello più ‘basso’?
Non siamo mai scomparsi del tutto, contrariamente a quanto affermato da qualche giornalista. Tra “El Nino” e “Reverse” abbiamo avuto tanti problemi, tra cambi di line-up e questioni private anche gravi. Questi ‘contrattempi’ hanno rallentato la nostra carriera e ci hanno condizionato parecchio. Probabilmente altri gruppi non avrebbero avuto la forza di continuare ma noi, benché tra mille difficoltà, non abbiamo mollato e siamo andati oltre, sicuramente più lentamente ma comunque decisi e convinti. Non dimentichiamoci che il tanto vituperato “Reverse” ci ha portato al Gods Of Metal e ha permesso alla band di girare due videoclip che andavano suoi maggiori network musicali italiani (Reverse e My Sharona).
Indubbiamente il momento più alto è stato il periodo di “Headquake” con relativo tour di supporto agli Angra dei tempi d’oro e il primo Gods Of Metal del 97. Il punto più basso invece è coinciso con il lasso temporale intercorso tra 2001 e 2004: altri cambi di line-up e imprevisti di varia natura. Fortunatamente da “Portrait…” in poi ci siamo stabilizzati, la formazione funziona e il morale, la voglia e la creatività sono ai massimi livelli. Abbiamo sempre creduto di poter realizzare qualcosa di importante e di raggiungere il successo…effettivamente, visto come vanno le cose ora, proprio torto non avevamo!
  
La virata stilistica dei tempi di Reverse ha contribuito in misura predominante a questo? Oppure è stata anche (e soprattutto?) una questione di testa, management o altro?
“Reverse” è stato nient’altro che il risultato dei cervelli di cinque persone al lavoro. Un disco thrash e molto più cattivo ma essenzialmente Eldritch, senza nessun pentimento o rimpianto. Non abbiamo mai seguito nessun cliché dal 1991 (anno di nascita del nostro gruppo) a oggi e continuiamo a comporre ciò che ci passa per la testa. Se poi il disco suona più o meno prog, thrash, power, dark o rock a noi interessa fino a un certo punto. Siamo e saremo sempre a posto con la coscienza, non abbiamo bisogno di scimmiottare quei gruppi che vanno per la maggiore per vendere di più. Le nostre influenze arrivano da bands che non fanno certo tendenza come Annihilator, Fates Warning, Coroner, Queensryche, Faith No More e via dicendo.
  

Racccontaci le tue emozioni in riferimento al ProgPowerFest americano a cui avete partecipato da headliner quest’anno. Può essere considerato un punto d’arrivo da cui ripartire con nuovi e più grandi obiettivi?
Credo sia stato un punto di arrivo e di partenza allo stesso tempo. Siamo andati a suonare a Chicago con Agent Steel e Biomechanical di supporto, direi che non è cosa da poco! E’ stata una grande emozione e soprattutto un onore essere chiamati per ricoprire la posizione di gruppo principale in una delle giornate del festival.
Ora vendiamo molti dischi negli States, nazione in cui non è esattamente facili imporsi (soltanto i Lacuna Coil sono riusciti a farlo tra tutti i gruppi italiani). Noi cresciamo a vista d’occhio da quelle parti e siamo solamente soddisfatti di questo. Poi se la stampa specializzata nostrana vuole continuare a vederci come “I sottovalutati Eldritch”, esaltando i nostri altri colleghi italiani, faccia pure, l’importante è che la realtà sia ben diversa: siamo inferiori a livello di vendita a due soli gruppi italiani. Tuttavia non ci piace fare le gare, ammiriamo e andiamo d’accordo con tutti, ci farebbe piacere però che gusti personali, stereotipi e convinzioni infondate fossero messe da parte e ci fosse una volontà maggiore di informarsi di più su come vanno effettivamente le cose.
  
Per quale motivo è così difficile avere successo in patria “suonando heavy ed essendo italiani”, dato che “suonando heavy ed essendo stranieri” le possibilità aumentano? Credi sia solo una questione di mercato?
Il problema principale è la testa del pubblico, quindi vengono l’esterofilia e la disinformazione. La meritocrazia in Italia non è mai esistita (e non solo nel campo della musica purtroppo, ndr), basta dare un’occhiata alle classifiche, e sinceramente non riesco a capirne il motivo (se lo sapessi avrei la Ferrari in garage!)
  
State componendo già materiale per il successore di Neighbourhell? Puoi darci qualche anticipazione in merito?
Il nuovo disco è quasi pronto! Si chiamerà “Blackenday”, lo registreremo tra dicembre e febbraio tra Italia (Bigwave Studios di Livorno) e Germania (Music Factory) e uscirà a maggio 2007. Sarà un disco più dark e malinconico rispetto all’ultimo, sarà anche una sorpresa a livello grafico dato che i mostriciattoli vari andranno in soffitta a questo giro!

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