The Stranglers Giants presentato da Baz Warne

Gli Stranglers sono uno dei gruppi più difficili da catalogare della storia della musica. Se gli inizi videro la band muoversi sulle coordinate del Punk, col tempo la voglia di sperimentare e di non fossilizzarsi ha portato il combo verso i lidi più disparati e sorprendenti. Quando, nel 1990, la storica voce Hugh Cornwell decise di lasciare la band, in molti pensarono che la loro avventura fosse finita, ma l’arrivo di Paul Roberts ridiede linfa al gruppo e ne rinverdì i fasti. Ora che anche Roberts non è più della partita, i restanti Jet Black, Jean-Jacques Burnel, Dave Greenfield e Baz Warne, presente dal 2000, tornano con uno dei loro migliori lavori da diversi anni. “Ci siamo divertiti moltissimo a registrare il nuovo album, come non succedeva da molto tempo” – dice proprio Warne. “Io e JJ abbiamo scritto tutte le canzoni del disco e poi in studio ogni componente della band ha dato il proprio contributo affinché ne risultasse un album degli Stranglers al 100%”. In effetti “Giants” è qualcosa di sbalorditivo, sia dal punto di vista tecnico che da quello della produzione. “Io sono nella band da dodici anni, ma mai mi ero sentito così bene in sala di registrazione. Sai, non abbiamo più pressioni di alcun tipo, lavoriamo per un’etichetta indipendente e questo non può che aiutare il processo di registrazione”.

Nonostante tutto ciò, gli Stranglers sono riusciti comunque a provocare l’opinione pubblica con una copertina divertentissima, anche se un tantino provocatoria: “Nemmeno per un attimo abbiamo pensato ad altro, ci sembrava perfetta. Ci hanno criticato molto e capisco che esista una manica di bigotti per i quali un altalena con dei cappi possa essere un’immagine forte, ma francamente mi sembra il solito problema: spostare l’attenzione su cose futili per buttare fumo negli occhi alla gente”.
La band sarà questo mese nel nostro paese, il 17 al Viper di Firenze e il 18 al Live Club di Trezzo Sull’Adda (MI).

Luca Garrò


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