The Vaccines presentano Come Of Age

Si sono formati nel 2010 e hanno inciso già due album nel giro di due anni. I londinesi The Vaccines sono fra le più promettenti giovani realtà nella scena indie rock britannica e il 4 settembre hanno pubblicato la loro seconda release “Come Of Age”.  Opera che fa parlare di sé già dalla scelta della copertina “Inizialmente” dichiara il cantante Justin Youngl’idea era quella di mettere la foto di un’adolescente androgina, in modo che si creasse un velo di confusione sulla sua identità. Da lì, però, abbiamo realizzato che quattro ragazze sarebbero state più efficaci, in quanto ognuna di loro avrebbe raffigurato idealmente un componente del gruppo e, al tempo stesso, la varietà musicale dell’album. Cosa volere di più?”. Anche se, più che confuso, “Come of Age” si può definire ampio “abbiamo lasciato che il flusso musicale la facesse da padrona, non ci siamo imposti alcun limite compositivo, cosa che invece era avvenuta per il nostro album di esordio. Abbiamo tolto il guinzaglio e ci siamo lasciati andare al massimo”.  L’unico elemento in comune fra i due dischi è la scelta del titolo, preso in entrambi i casi da un verso di una canzone.
In questi due anni, i The Vaccines sono stati attivissimi per quanto riguarda la dimensione live, un’occasione d’oro per migliorare tecnicamente ma che ha avuto i suoi rovesci della medaglia. “Suonare sul palco è un’esperienza fondamentale, in quanto non solo si migliora tecnicamente ma ci si nutre anche del calore del pubblico, che ti fa capire come reagisce la folla alla tua musica e ti sprona a fare sempre meglio”,  affermano Justin Young e Freddie Cowan, chitarrista della band. “Anche se Justin ci ha fatto prendere uno spavento mica da ridere” continua Cowan “a causa dei numerosissimi concerti siamo arrivati ad un punto in cui tutti quanti noi eravamo estenuati. Justin ha dovuto addirittura subire tre operazioni alle corde vocali. Per fortuna, è tutto risolto”. Recentemente si sono esibiti anche in Italia, in occasione del festival A Perfect Day,  esperienza che li ha colpiti positivamente “non solo la location era fantastica, ma la gente sapeva anche le nostre canzoni a memoria”. Per rivederli nel nostro Paese dobbiamo aspettare il mese di dicembre, anche se non è ancora del tutto sicuro.


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