Tony Canto: Italiano Federale come concept album

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Abbiamo parlato con Tony Canto, autore del nuovo disco “Italiano Federale” e lavoro di grande attualità viste le vicissitudini politico-sociali degli ultimi tempi del nostro paese.
In cosa è differente dai tuoi precedenti lavori il nuovo album “Italiano Federale”?
Dal punto di vista dei testi è un concept  album, molto imperniato sui testi inerenti alla figura contraddittoria e romantica dell’italiano, passando dall’estero e ritornando alla politica nazionale. Dal punto di vista musicale e’ molto meno brasiliano e più global-siculo, cioè di melodie abbastanza radicalizzate nella mia isola e atmosfere manouche.

Quanto tempo hai impiegato a concludere il processo di composizione e registrazione?
Composizione di getto in una settimana, registrazione cinque giorni. Mi avvalevo però di grandi musicisti-amici.

Quanto è cambiato il tuo sound nel corso degli anni?
Non radicalmente, ma mi accorgo che, per pigrizia, per praticità o ancora per scelta, alla fine abbandono l’idea dell’arrangiamento a tutti i costi e faccio quasi tutto live al servizio della canzone. Naturalmente si sente sempre la mia radice brasiliana, ma sto esplorando la canzone e basta, soprattutto sono al servizio del testo.

A quale traccia sei maggiormente legato e perchè?
Ad “Amore del mio amor” composta e registrata in fase di mix in cinque minuti, della serie: apri i microfoni e registra che ho un’ispirazione! Il disco era già chiuso, ma ho avuto dalla mia compagna la bella notizia della futura nascita della mia bimba…

Credi che gli artisti italiani stiano facendo abbastanza per evidenziare la tragica situazione in cui versa il nostro paese? Perché secondo te questo non avviene?
Credo che nessuno stia facendo abbastanza. Non c’e’ indignazione, non ci sono prese di posizione. L’arte in questo momento storico deve essere militante, bisogna avere il coraggio di esporsi. E’ a rischio la soppressione delle menti, quella della democrazia è quasi avvenuta, in un paese dove si può dire ogni cosa e fare altrettanto, sembra che il popolo accetti tutto quasi come in una puntata di una soap. Bisogna fare la rivoluzione artistica, bisogna estirpare il seme dell’arroganza e dell’ignoranza.

Come si esce dall’empasse socio-culturale che paralizza l’Italia da almeno un decennio?
Ci vorranno anni perchè si ritorni a poter pensare, a gioire della bellezza, a convivere e condividere altre culture e civiltà, a sterilizzare il seme del male e della divisione. Intanto bisogna eliminare da questo paese quasi tutti i governanti, con il voto. Poi bisogna incontrare un immigrato e esercitarsi dicendogli: ciao, benvenuto!

Tornando alla musica, quali sono i tuoi prossimi impegni?
Promozione, concerti e festival. Per adesso sono felicemente in tournèe teatrale con una commedia di Claudio Fava per la regia di Ninni Bruschetta dal titolo “Lavori in corso”, che parla dello spreco di denaro e degli intrecci di mafia riguardanti il cosiddetto Ponte sullo Stretto. Curo le musiche, le eseguo e le canto sul palco.

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