Type O Negative (Press conference)

30 giugno 2007

 

Concerto come al solito abbastanza sgarruppato per i Type O Negative, autori di un grandissimo album e di una buona prestazione. Ma come sono i quattro Newyorkesi di persona? Più o meno come uno se li immagina: assolutamente cazzoni. Con l’esclusione di Pete Steel, ritiratosi nel tour bus per questioni di salute (sul palco ha bevuto Gatorade e non vino, segno preoccupante), abbiamo incontrato nel backstage in maniera piuttosto informale i restanti Josh Silver (keys), Johnny Kelly (drums) e Kenny Hickey (guitar).
I ‘ragazzi’ sono tipi davvero simpatici e imprevedibili, sempre e comunque disponibili e senza atteggiamenti da rockstar.

Johnny, da sempre sfottuto dal resto del gruppo per essere il più sorridente, non disdegna di dedicarsi subito a birra, sigarette e chiacchierare del più e del meno con la prima ragazza che gli si attacca addosso.
Riesco giusto a complimentarmi con Kenny per la sua prova vocale su Dead Again ma il chitarrista è davvero imbenzinato; dopo aver raccolto le forze per dirmi come la sua prova sia stata dettata più dal caso che da una precisa pianificazione, si getta alla ricerca di nuova birra.
L’enigmatico tastierista Josh è il più loquace, bussines-wise ma anche disilluso sulla vita del musicista. Ci dice che, per lui, la vita in una band è tutto fuorché ‘cool’, dato che richiede la stessa fatica di un matrimonio a quattro. E’ la passione per il comporre e la gioia data nel vedere la propria musica apprezzata che porta avanti una band, di sicuro non i soldi. Per loro infatti questi sono sempre troppo pochi e non certo per spese folli da rockstar. A riguardo, Josh si sofferma sul problema download: lui capisce chi lo fa, lui sarebbe il primo a farlo, però non può ignorare il fatto in questo modo quello che ci smena è lui assieme alla sua famiglia.
La band guadagna da tour e merchandising, ben poco dai dischi venduti. Ma i dischi venduti permettono di andare in tour e comporre altra musica nuova. Nella catena del music business, il download guarda caso va a colpire sempre l’artista, dato che casa discografica e distribuzione accettano pochi sacrifici. Anche forme di vendita come il download a pagamento sono ridicole: da una parte la band che già guadagnava poco su un disco in questo modo ne guadagna ancora meno, dall’altro la possibilità di scaricare i singoli pezzi al di là dell’album intero sminuisce il senso l’opera dell’artista. Quindi per loro che, nonostante il tipo di lavoro, conducono una vita normalissima piene di spese per la casa e la famiglia, dà comunque soddisfazione vedere quante persone vogliano scaricare la loro musica…a patto di non finire morti di fame!

Tra mille difficoltà quindi la band continua imperterrita la sua marcia, a quasi vent’anni dalla sua formazione. L’ultimo album è stato davvero bello, ancora rimane un mistero se qui in Italia potremo finalmente vederli in concerto da headliner…si mormora però di qualcosa di molto interessante, un tour di supporto ad una band a loro (e a noi tutti) molto cara…

M.B.

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