Valeria Vaglio prosegue il tour per Il mio vizio migliore

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E’ attualmente in tour (questa sera sarà al Rhabar di Milano) Valeria Vaglio. La promozione de “Il mio vizio migliore” prosegue spedita, ne abbiamo parlato con la diretta interessata.

Quali differenze riscontri nel nuovo album rispetto a Uscite di insicurezza?
Questo album è fatto di sonorità acustiche, di respiri, è libero da qualsiasi regola. E’ molto istintivo e meno razionale di “Uscita di insicurezza”, per la parte che riguarda la realizzazione e non rispetto ai contenuti che invece restano in entrambi i casi assolutamente autentici.

Quanto è durato il processo di composizione e registrazione del nuovo lavoro?
Ci abbiamo messo quasi un anno, ma la parte più lunga è stata quella delle voci. Non amo la postproduzione, una fase in cui si rischia di entrare nel vortice della ricerca della perfezione che è assolutamente innaturale. Quindi ho preferito che fosse la materia prima a soddisfarmi, senza doverla rielaborare troppo in un secondo momento.

Quali sono le tue fonti di ispirazione principali? Quali per questo album?
Quando scrivo parto sempre da me, perché la scrittura è la cura delle mie ferita, ma in questo album sono riuscita a fare mie anche le debolezze e le gioie di altre persone, come se fossero mie. Io non scrivo niente che non senta addosso, sulla pelle o nello stomaco.

Come giudichi la scena musicale nazionale emergente? Nonostante la crisi e le difficoltà non c’è forse mai stata una così grande quantità di proposte di qualità (come la tua), a dispetto di un mercato sempre più orientato all’usa e getta…
Grazie mille. Io credo che ci sia sempre stato un gap su quella che erroneamente viene chiamata “musica impegnata” e che viene contrapposta al pop. E’ naturale che ci siano delle proposte musicali confezionate appositamente per “funzionare”, ma il pubblico non è stupido, anzi diventa sempre più esigente e si fa abilmente largo tra questo tipo di musica e quella pensata senza sovrastrutture legate al marketing.

Qual è la tua posizione sulla querelle streaming online? Pensi come Thom Yorke che le revenue incassate da questi servizi dagli artisti emergenti siano troppo penalizzanti?
In questo momento credo che per un emergente o un artista che ha sempre vissuto in una nicchia sia molto più importante la divulgazione capillare del proprio lavoro, piuttosto che il mero guadagno. Il problema vero è che siamo tutti dei numeri che dobbiamo produrre numeri per poter avere un minimo di voce in capitolo. C’è anche da dire che io per prima ho comprato dei dischi di cui si salvavano solo due o tre pezzi ed in quel caso un po’ mi sono sentita presa in giro; per questo mi sono ripromessa di fare sempre dei dischi in cui credo dalla prima all’ultima nota. E il pubblico in questo mi ha dato sempre ragione.

Prossimi impegni?
Il 26 aprile sarò al Rhabar di Milano. Poi il tour continuerà:
9 maggio – Bari (whisky a go go)
18 maggio – Genova (Fiera Internazionale della musica)
14 giugno – Milano ( Legend club)
13 Luglio – Lecce (Festival Caruso)
24 Luglio – Savona (Varigotti festival)

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