We Are The Fallen: questa è tutta un’altra storia

Ben Moody ha trent’anni, ma quando a quest’età sei già stato parte di una band come gli Evanescence e hai collaborato con Celine Dion e Anastacia, puoi dire di averne già passate parecchie. E’ ovvio quindi che il debut album dei We Are The Fallen sia argomento di trattazione obbligato per chi segue la musica a 360 gradi.

Insieme a Carly Smithson, in realtà piuttosto discreta e defilata in fase di intervista, abbiamo affrontato “Tear The World Down”, nuovo punto di partenza per una band tutta nuova ma che rischia di scontrarsi con un inevitabile quanto scomodo confronto con il gruppo che è adesso ‘solo’ di Amy Lee…
Ben: “Non parlo singolarmente, ora posso dire che finalmente c’è una band che è un’entità unica, l’unione del sottoscritto con John (LeCompt, ndr), Rocky (Gray, ndr), Carly e Marty (O’Brien, ndr) ha portato a “Tear The World Down” che rappresenta la nostra visione della musica e il nostro modo di viverla. Ci tengo particolarmente a sottolineare quest’aspetto, ovvero che tutti noi cinque abbiamo contribuito al processo compositivo del disco, volevamo creare dei grandi pezzi e le migliori canzoni che potessimo scrivere; nel disco ci sono le influenze e i gusti di cinque individui che cercano di perseguire una volontà comune, ci sono pezzi più duri, più soft e più diretti, nell’album ognuno può trovare qualcosa che sia di proprio gradimento. Da quando decisi di lasciare gli Evanescence, decisione personale che sentii di prendere in quel determinato momento della mia vita, a oggi sono cambiate tante cose; tutti noi cresciamo giorno dopo giorno e anno dopo anno, facciamo esperienze nuove e io sono stato veramente fortunato a viverne così tante e diverse. Il sound del nuovo disco è figlio di tutto questo, è influenzato da tutti gli accadimenti precedenti su vari livelli compositivi.”

In tutto questo Carly Smithson occupa un ruolo che non può per definizione evitarle il paragone con Amy Lee, quando però le chiediamo come si sente a essere in un posto che qualche anno fa era suo la risposta è piccata e senza fronzoli: “Non mi pare che Amy Lee sia mai stata la cantante dei We Are The Fallen, penso sia stata e sia ancora la singer degli Evanescence”. Quanto può aver inciso l’esperienza ad American Idol nel suo percorso artistico? “Ho imparato molto grazie a questa esperienza, soprattutto ho trovato la confidenza in me stessa e la fiducia totale nelle mie capacità, non ringrazierò mai abbastanza il programma per l’incredibile possibilità e la visibilità che mi ha offerto.”
Ben è felice di averla dietro al microfono: “Carly ha molto talento come scrittrice e canta veramente bene, è stata un’aggiunta perfetta per questa band, la sua band preferita sono gli Iron Maiden, solo questo spiega molte cose no?” Carly aggiunge: “A dir la verità la mia ispirazione più grande come cantante è Ann Wilson, quindi è vero adoro i Maiden ma per essere onesti dovrei parlare di un pareggio tra gli Iron, Marilyn Manson, Lynyrd Skynyrd e Social Distortion…”

Infine Ben ci dice la sua sul momento storico che sta vivendo il mercato discografico: “Nonostante la crisi economica la musica troverà sempre uno spazio nelle vite di tutti gli abitanti della terra. In quale modo poi le persone la ascolteranno o troveranno modo di ascoltarla continuerà a cambiare come già successo molte volte in passato. Una cosa però è sicura: nel momento in cui le persone non supporteranno più le band comprando i dischi, i singoli, i biglietti per i concerti o il merchandise, ci saranno sempre meno possibilità per gli artisti di costruirsi una carriera e di continuare a fare ciò che fanno. Quindi per tutti voi che state ascoltando o leggendo, tirate fuori 99 centesimi e andate a supportare i vostri musicisti che stanno lottando contro una situazione molto difficile. Se non altro per supportare concretamente l’arte. Io di sicuro lo faccio e continuerò a farlo.”

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