The Gaslight Anthem The B-Sides

the-gaslight-anthem-the-b-sides-2014 3.5/5
I Gaslight ci regalano una preziosa raccolta di rarità, un’ottima opportunità per riscoprire in una nuova veste pezzi già conosciuti o ascoltare per la prima volta brani che erano andati persi nei solchi di qualche edizione speciale.

Non male come inverno, quello dei The Gaslight Anthem: dopo il primo DVD dal vivo a dicembre, un “Live in London” con una copertina alla London Calling, tornano sugli scaffali dei negozi di dischi con una raccolta di lati B, live, cover e versioni acustiche di pezzi noti. Da “She Loves You” a “Once Upon a Time” il disco è un’immersione nella fase pre-major della band, quella dell’etichetta californiana indipendente SideOneDummy.

In undici pezzi, la band viaggia su diverse lunghezze d’onda, ma senza mai perdere il proprio stile caratteristico: un rock onesto e diretto, da quel sound “made in New Jersey” per cui si sono fatti conoscere e apprezzare, al grunge 90s dei Pearl Jam con una “State of Love and Trust Live”, passando per “Tumbing Dice” degli Stones. Non mancano versioni acustiche di classici del calibro di The ’59 Sound e American Slang, spogliati di qualsiasi distorsione e distrazione, concentrando ancora di più l’attenzione sulle parole. “Tutti mi hanno lasciato, Mary, perché tu non dovresti fare altrettanto?” canta Fallon nella dickensiana “Great Expectations”, tra malinconiche stazioni country, il ricordo di un diner, e gli spettri del passato che infestano le notti del protagonista, tormentato come la Miss Havisham del romanzo Grandi Speranze. Per un ascoltatore che non ha confidenza con la discografia della band, riconoscere quali brani sono targati Gaslight Anthem e quali sono reinterpretazioni, potrebbe rivelarsi più arduo del previsto, tanto ogni canzone viene eseguita in modo personale, vissuta come se fosse stata scritta in prima persona: oltre alle cover celebri ne troviamo infatti altre più di nicchia, quali “Songs for Teenagers” dei Fake Problems, punk rockers di sede in Florida e colleghi sotto l’etichetta SideOneDummy, “Antonia Jane”, del gruppo indie rock canadese Lightning Dust, per chiudere il disco con “Once Upon a Time” dei Robert Bradley’s Blackwater Surprise, gruppo che viaggia tra il blues rock, l’R&B e il soul scuola Motown, a cui si fanno chiari riferimenti nella canzone stessa.

Questo LP (nel vero senso della parola, dato che il disco è in commercio sia su CD che in vinile) è un’ottima opportunità per riscoprire pezzi già conosciuti, ascoltandoli in una nuova veste essenziale e acustica, o ascoltare per la prima volta brani che erano andati persi nei solchi di qualche edizione speciale.

Alessandro Mela

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