Akua Ba Tutte le volte che nasco

Il dolce mistero della nascita in uno spettacolo che è rito collettivo e autoiniziazione all’essere madri. Quando il risveglio ha il sapore di pane e di pelle allora si può capire che la vita vale la pena di essere vissuta ed esplorata in ogni suo angolo. Un giorno quegli angoli si smussano e arrotondano, così come rotonde sono le pance delle due donne in scena in “AKUA BA – Tutte le volte che nasco. Secondo movimento”, spettacolo di e con Dulce Sangalli e Laura Tassi, per la regia di Dulce Sangalli, con le coreografie di Julie Stanzak (dalla scuola di Pina Bausch) e Laura Tassi, i testi di Maria Buratti.

La dolcezza del mistero e la sua minaccia. Un seme instillato dall’uomo nel corpo della donna e che ad ogni respiro cresce nel ventre materno. Un embrione d’amore con tutto il suo fagotto di contrasti che porta con sé. La gioia per la nuova vita che nasce, la paura per l’ignoto. La leggerezza di un bocciolo profumato, di un pesciolino che nuota sereno nel liquido amniotico e il malessere che il cambiamento fisico e mentale comporta nella madre. E ancora la meraviglia davanti alla vita che nonostante tutto il caos che al mondo ci possa essere, decide di rinascere ogni giorno.

Nella messa in scena del 14 ottobre 2012, ospitata da Le Città Sottili, al CSA Baraonda di Segrate, abbiamo visto le due interpreti in scena proprio nel corso dell’ultimo mese di gravidanza. Due donne che si sono messe a nudo, rompendo il tabù del corpo svestito delle donna in stato interessante. Due donne che si ritrovano sole nello spazio della propria mente e della propria fisicità, trasformata dai loro piccoli ospiti che a breve vedranno la luce. Una sorta di rito di autoiniziazione per la nuova vita che le attende, nel ruolo di madri, non prive delle proprie ansie, ma che con coraggio le affrontano per un bene maggiore. Dulce e Laura accarezzano le loro pance, da cui traggono forza primordiale, quella che fa difendere i proprio figli con gli artigli e coi denti, a costo di strapparsi il proprio cuore. Accarezzano l’aria tutt’attorno che plasma speranze per creare un mondo che ben accolga i propri cuccioli. Respirano il ritmo dei battiti dei due cuori nei loro corpi. Espandono i cordoni ombelicali intorno a sé e con essi intessono abiti che proteggano i nascituri. E’ nel momento in cui Laura pronuncia il nome del suo Joele e in cui Dulce chiama la sua Alma, che dagli occhi delle madri si può vedere che i due “pesciolini” stanno prendendo la forma di due meravigliosi bambini che nascono da un fior di loto. Ed è lì che la commozione arriva al suo apice, in uno spettacolo che emoziona e spiazza lo spettatore e lo porta all’essenza della maternità, dandole nuova dignità e luce, in una società che non rispetta più i naturali cicli della vita. Nel mezzo del movimento di una società che ci vuole sempre più individualisti e soli, AKUA-BA è un momento delicato e prezioso, un rito collettivo che ha unito le due future madri a tutti i presenti, perché in ogni Essere Umano la vita è presente e può generare Amore.

Melissa Mattiussi

 

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