Autorretrato di una bailaora

La danza come strumento per conoscere se stessi. Flamenco che incanta con Maria Pagés

14 ottobre 2009 – Piccolo Teatro Strehler – Milano

Col corpo e le emozioni Maria Pagés dipinge il proprio Autorretrato sul palco del Piccolo Teatro Strehler. Nata a seguito dell’invito di Mikhail Baryshnikov a danzare al BAC (Baryshnikov Arts Center), quest’opera esalta le caratteristiche di persona, ballerina e artista di Maria.

Molti i quadri proposti dalla bailaora di Siviglia che osserva la propria anima dentro uno specchio che la insegue come un’ombra e danza con lei. Si alternano i ritratti di famiglia che, anche quando racchiusi fra cornici che scendono dall’alto, riempiono l’intero spazio. Antichi dipinti, fotografie che non sbiadiscono nella memoria che pare venir cullata dentro i corpi vibranti al compas del flamenco.

Intensi momenti di introspezione per danzare le parole di poeti come Antonio Machado,
Miguel Hernández e Federico García Lorca. Finchè tutto diviene più leggero, come una vestaglia di seta fiorata, indossata prima di una fiesta popular, ricordando il valore e il sostegno della famiglia e degli amici.

Un Autorretrato ricercato al punto giusto, non ermetico, a tratti ironico, capibile anche da chi dentro il flamenco non vive e per questo coinvolgente. Maria Pagés, elegante e graziosa, raggiunge la sua massima espressione nell’incantevole braceo e nell’uso del manton che fa roteare quasi come fosse un toreador.

Con lei sul palco ottimi musicisti e bailaores dall’alta espressività. Le coreografie, curate da Maria Pagés e José Barrios, non sono mai scontate e abbracciano l’intero spazio, espandendosi tutt’attorno, per raggiungere e illuminare gli occhi dello spettatore.

E come dice la grande bailaora “La danza è l’unico mezzo che ho trovato per conoscere me stessa; posso dire che mi accompagna da sempre, che non ci siamo mai lasciati, che siamo una cosa sola; dopotutto la danza è il migliore strumento in grado di dimostrare chi sono. Da quest’esperienza ho imparato a guardarmi allo specchio come se si trattasse di un gioco e, soprattutto, senza dimenticare il saggio insegnamento della Soleá”:

http://www.mariapages.com

Melissa Mattiussi

 

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