Dalai Lama Milano La via della felicita interiore

Sua Santità il Dalai Lama sarà a Milano il 27 e 28 giugno 2012 per offrire insegnamenti su “La via della felicità interiore”. Gli incontri si terrano al Forum di Assago con il seguente programma. (Cover Photo credit MANAN VATSYAYANA/AFP/Getty Images) I Tre Aspetti Principali Del Sentiero – 27 Giugno 2012 (9.30/11.30 – 13.30/15.30), Iniziazione Di Avalokiteshvara, Il Buddha Della Compassione – 28 Giugno 2012 (9.30/11.30), Conferenza Pubblica: La Felicità Al Di Là Della Religione – 28 Giugno 2012 (13.30/15.30).

I Tre Aspetti Principali Del Sentiero – 27 Giugno 2012 (9.30/11.30 – 13.30/15.30)

I Tre Aspetti Principali del Sentiero è un breve, ma straordinario testo nel quale Lama Tsong Khapa (filosofo e meditatore tibetano del XIV secolo) presenta i punti principali del sentiero Buddhista Mahayana: la rinuncia alla sofferenza dell’esistenza condizionata, la mente altruistica dell’Illuminazione e la visione corretta della natura ultima dei fenomeni.
Il testo rappresenta un percorso di crescita interiore nel quale l’individuo inizia a prendere coscienza di sé e della propria natura, per poi aprirsi agli altri, superando sia i propri egoismi sia le visioni erronee della realtà, che sono le origini di ogni sofferenza e disagio interiore.

Iniziazione Di Avalokiteshvara, Il Buddha Della Compassione – 28 Giugno 2012 (9.30/11.30)

Avalokitesvara è la manifestazione della Compassione universale di Buddha: in particolare, appare con questo aspetto dalle mille braccia, a simboleggiare la sua azione di beneficiare tutti gli esseri. Ricevere un’iniziazione significa ricevere da un Maestro qualificato, come Sua Santità, una trasmissione di energia positiva, che permette di creare le cause per ottenere le stesse qualità della Divinità.
Sua Santità conferirà l’iniziazione sulla base della propria grande conoscenza personale e dopo un’accurata preparazione particolare, compiuta appositamente per questo giorno, sulla base di speciali rituali propiziatori. È una cerimonia aperta a tutti, che sicuramente, permetterà di ricevere un grande beneficio e un’autentica benedizione di grande compassione, amorevole gentilezza e non-violenza.

Conferenza Pubblica: La Felicità Al Di Là Della Religione –
28 Giugno 2012 (13.30/15.30)

Le parole di Sua Santità il Dalai Lama rappresentano un approccio positivo alle problematiche esistenziali della società umana, per suggerire un’etica ideale comune in tutto il mondo, che va oltre la religione e che illumini le scelte fondamentali sopratutto in momenti di cambiamenti epocali come quello che stiamo attraversando.
Un appuntamento culturale e di esperienza pratica sulla vita, sul vivere e morire, su economia e altruismo, su potere e valori, su comunicazione, scuola, matrimonio, pazienza e libertà, fino al disarmo e alla compassione; all’amore, al senso di spontaneità e di gioia. Riflessioni sulla responsabilità che ogni individuo deve sentire per contribuire a cambiare il mondo, a migliorarlo. Perché si può cambiare il mondo.

Sua Santità il XIV Dalai Lama –
Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, è il leader spirituale del Tibet. Nato con il nome di Dhondup Lhamo il 6 luglio 1935, da una famiglia contadina, in un piccolo borgo dell’Amdo (Tibet nord-orientale), all’età di due anni è stato riconosciuto come la reincarnazione del suo predecessore. Si ritiene infatti che i Dalai Lama siano manifestazioni di Avalokiteshvara, il Buddha della Compassione e patrono del Tibet. Dall’età di sei fino ai ventitré anni ha ricevuto un’educazione monastica, studiando con i principali Maestri tibetani contemporanei, fino a conseguire a pieni voti il titolo di Gheshe Lharampa, equivalente a un dottorato di filosofia buddhista.
Prima ancora di terminare i suoi studi, a causa del precipitare della situazione politica – con l’invasione cinese del Tibet nel 1949 – venne chiamato giovanissimo ad assumere i pieni poteri, nel 1950. Dopo aver cercato inutilmente un soluzione pacifica alla situazione, con colloqui con i principali leader cinesi, nel 1959, in seguito alla brutale repressione della rivolta di Lhasa, fu costretto a fuggire in India.
Da allora, vive a Dharamsala, cittadina del nord dell’India, dove si trova anche la sede delle principali istituzioni tibetane in esilio. Da qui non ha mai cessato di adoperarsi per il bene del suo popolo, sia aiutando con ogni mezzo i profughi sia cercando di far valere – sempre tramite il dialogo e la non violenza – i diritti umani in Tibet e di preservare l’integrità della cultura e della società tibetana. Le sue richieste sono sintetizzate nel Piano di pace in cinque punti, presentato nel 1987 al Congresso degli Stati Uniti e l’anno successivo al Parlamento europeo, nel quale si propone la trasformazione di tutto il Tibet in una zona di pace, l’abbandono della politica di trasferimento di massa della popolazione cinese che minaccia l’esistenza stessa dei tibetani come popolo, il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano e delle libertà democratiche, il restauro e la tutela dell’ambiente naturale del Tibet con l’abbandono della produzione di armi nucleari e lo scarico delle scorie nucleari, l’inizio di seri negoziati sul futuro status del Tibet e sulle relazioni tra il popolo tibetano e quello cinese.
Si è sempre opposto all’uso della violenza. Fautore di una più estesa comprensione tra i popoli e le religioni, sin dal 1967 ha incontrato numerosi capi di stato, leader politici e religiosi.
Come leader del suo popolo, ha dato vita al processo di democratizzazione, arrivando a abbandonare ogni carica politica, in favore del Governo in esilio democraticamente eletto fra i membri della diaspora tibetana.
Accanto al Suo impegno per la pace e per il Suo popolo, continua a insegnare il Buddhismo e a meditare quotidianamente, per più di cinque ore al giorno.
Sua Santità dà continuamente insegnamenti ai numerosi discepoli sparsi per tutto il mondo. Le sue conferenze e insegnamenti, che non hanno lo scopo di proselitismo, sono autentiche lezioni di vita, pace, tolleranza e compassione, che trasmette con l’unica intenzione di dare il proprio contributo alla pace e alla fratellanza universale. Per questo motivo, attraggono ogni anno sempre più persone da molte parti del mondo.

Tre sono gli impegni principali della sua vita: come essere umano, la promozione di valori come compassione, perdono, tolleranza; come religioso, la promozione dell’armonia e della comprensione tra le maggiori tradizioni religiose del mondo e infine la risoluzione della questione tibetana. Motivato da ciò, promuove e partecipa a incontri interreligiosi, ma anche a confronti con esponenti del mondo scientifico, convinto che scienza e religione non siano in contraddizione, in quanto entrambe alla ricerca della verità per il bene degli esseri. È autore di numerosi testi sul buddhismo e sul rapporto tra religione, scienza e ambiente. Nel corso della sua vita, il Dalai Lama ha ricevuto numerosissime onorificenze e riconoscimenti per la sua opera, tra cui ricordiamo il premio Nobel per la Pace, nel 1989. È – tra l’altro – cittadino onorario di Roma, Venezia, Torino e altre città italiane.

Al di là dei riconoscimenti ufficiali, però, Sua Santità – che considera sé stesso “un semplice monaco buddhista” e imposta la propria vita sulla semplicità e l’umiltà – si colloca senz’altro fra i personaggi di maggior rilievo della nostra epoca, per la sua straordinaria carica di affetto per ogni essere, per la capacità di tramettere – sempre e in ogni situazione – messaggi costruttivi di tolleranza, pace e dialogo, per lo sforzo costante di superare le barriere e le incomprensioni con il dialogo, per il suo amore per la verità.

Per ulteriori informazioni sulla vita e l’opera di Sua Santità: www.dalailama.com

Per informazioni sugli incontri di Milano www.dalailama-milano2012.org

Melissa Mattiussi

 

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