Il vento che accarezza il mare della pace

Le percussioni di Zarbang Ensemble, la Lyra di Matthaios Tsahouridis e le danze mistiche di Banfsheh Sayyad narrano “Il Libro dei Re” di Persia, in un vortice di vibranti emozioni che scuotono anime e corpi

28 Febbraio 2010 – Teatro San Fedele, Milano

Canta la Musa seduta sulla sponda del fiume di una Madre Terra in cui i popoli possono vivere in armonia e pace, tenendosi per mano, nel cerchio danzante della vita, in unione col Sé e col Tutto, parlando un’unica lingua che è quella dell’Amore e della Musica.

 

Canta gioiosa e ridente la Musa che accompagna lo spettacolo organizzato dalla Casa della Cultura Iraniana onlus, per celebrare il 2010, dichiarato dall’Unesco “Millennio dello Shahnameh”. Il Libro dei Re, capolavoro del grande poeta persiano Ferdousi, è ancora un punto di riferimento filosofico attuale e universale, valido in ogni tempo, per il messaggio di convivenza civile tra i popoli, del superamento dei pregiudizi, della difesa dell’etica, della salvaguardia della giustizia e della pace, dell’abbandono dell’odio e del razzismo

Sul palco del Teatro San Fedele di Milano lo Zarbang Ensemble con Behnam Samani (daf, tombak, kuze), Hakim Ludin (cajon, kanjira, pendarik) e Reza Samani (daf, tombak, kuze), insieme alla danzatrice persiana Banafsheh Sayyad, con la partecipazione straordinaria del musicista greco Matthaios Tsahouridis alla Lyra.

Musica che sgorga dalla sorgente di quel fiume chiamato Anima, dove Amore e Psiche si son abbeverati fin da fanciulli, cullandosi tra fronde odorose, assaporando il nettare degli dei, rincorrendo animali mitologici e imparando da loro le danze che portano all’ebbrezza dionisiaca.

Momenti preziosi che l’ensemble regala a piene mani al numeroso e caloroso pubblico, in un crescendo di ritmi che, come il vento delle estati mediteranee, prima ti accarezza dolcemente la pelle posandovi il sale del mare, poi mano a mano diviene più forte, fino a scompigliarti i capelli, in una lucida follia estiva… E, tutto d’un tratto, si ferma per farti ammirare un cielo infinito di stelle, che non sono nient’altro che i tuoi occhi.

Il suono della Lyra greca di Matthaios Tsahouridis, come la voce calda di un amante sincero e intenso, fa vibrare spirito e carne, fino a scuotere le ossa, per raggiungere l’apice con la versione di Ederlezi, canzone popolare tradizionale di lingua romanì delle popolazioni di etnia Rom dei Balcani. Il termine Ederlezi, che designa in lingua romanì la festa di San Giorgio, deriva probabilmente dalla parola turca Hidirellez, che a sua volta indica un’antica festività turca che si svolge circa un mese dopo l’equinozio di primavera. Hidirellez indica così la rinascita della natura e il ritorno della primavera.

Questo per sottolineare come le culture siano collegate fra di loro molto più strettamente di quanto si possa immaginare. Basta solo aprirsi e mettersi in ascolto.

Il concetto del “Tutto che è uno” si ritrova nel Dance of Oneness proposta da Banafsheh Sayyad, danzatrice iraniana che incanta con i suoi movimenti fluenti e vivi. Con sguardo magnetico, intrisa di misticismo e meditazione, Banafsheh incarna l’eroina dello Shahnameh, che ci guida con la sua danza attraverso il mondo più meraviglioso a cui l’essere umano possa dare forma, quello del proprio corpo e della propria anima, nel rispetto di ogni respiro e in pace. Una commistione di elementi presi dalla Danza Persiana, dal Flamenco, dal rituale Sufi, dal Thai-Chi e dallo Yoga, che alterna momenti di calma e leggerezza a momenti di veemenza improvvisativa. Il corpo della danzatrice diviene in tal modo l’unione tra terra e cielo, al servizio della bellezza, raggiungibile solo dopo l’avere affrontato quel che più stravolge ed è brutto.

La sete della Musa è ora saziata e i musicisti sorridono divertiti e rapiti dal Duende un po’ folle che si ciba dell’abbandono totale all’atto creativo.

Prendo il mondo tra le mie braccia e mi arrendo al suo girare. Sento un’energia tremenda che  rinnova e rinforza ogni parte dentro e attorno a me. Posso sentire il battito della Terra e vedere il sogno di Pace tra i popoli realizzarsi grazie all’Arte e all’interazione tra le Culture.

http://www.casadellaculturairaniana.com
http://www.zarbang.com
http://www.namah.net
http://www.tsahouridis.com

Melissa Mattiussi

Condividi.