Incontro extra-ordinario con Alejandro Jodorowsky

Incontro con Alejandro Jodorowsky

Mi sembra interessante per noi Danzaterapeute e ricercatori del bene comune riportare un sunto dell’incontro che ho avuto il dono di avere con Alejandro Jodorowsky, scrittore, psicomago, regista cileno dalla vita extra-ordinaria. L’incontro è avvenuto il 6 giugno a Lerici in occasione del Festival Consapevol-Mente, prima in riva al mare al tramonto e poi durante la conferenza tenuta al Teatro Astoria. Alejandro pone l’accento su degli aspetti fondamentali per la cura e la crescita dell’intera umanità, aspetti che anche noi sviluppiamo tramite la Danzaterapia e i nostri percorsi umani.

Buona lettura e buon viaggio!
Melissa

Non crede nella rivoluzione politica, ma nella ri-evoluzione poetica.
Secondo Alejandro Jodorowsky dobbiamo tutti diventare seminatori di coscienza altrimenti non avverrà nessun cambiamento materiale. Affinchè la nostra Terra si evolva dobbiamo fare come gli animali che di fronte alle difficoltà cambiano.

Alejandro dice che la verità è molto grande per un piccolo cervello e che manca sempre più la capacità di vedere la bellezza, per questo c’è molta sofferenza. La missione dell’arte è proprio quella di tornare a insegnare cosa sia la bellezza, anche quella delle relazioni umane.

Per un artista è fondamentale essere d’aiuto a qualcuno, altrimenti l’arte è pura masturbazione del proprio ego
.

Bisogna credere profondamente in quel che si fa altrimenti l’inconscio si deprime se non si può essere se stessi. Per arrivare a questo è importante avere una finalità costruttiva poiché senza un obiettivo no ci si può curare.

La Psicogenealogia di Jodorowsky si occupa del territorio. Alejandro insiste sui due più grandi problemi che si pone l’essere umano. Il primo è non essere amati ed il secondo è il perdere il proprio territorio. Che fare dunque?!

Amare tutti gli esseri e fare in modo che il nostro territorio sia l’intero pianeta.

Cita anche Machiavelli quando dice “Quando senti che non puoi arrivare al bersaglio puntane un altro”. E racconta l’aneddoto dell’arcere che voleva colpire la Luna. Tutti lo deridevano, ma lui perseverava. Non arrivò mai a colpire la Luna, ma divenne il più grande arcere.

Standomi a cuore il discorso educativo ho chiesto ad Alejandro cosa possiamo fare per i nostri cuccioli e così ha risposto lui…

“Questa è una bella domanda! Io la giro e dico cosa possono fare i bambini per noi poiché il bambino è più intelligente dell’adulto che si trasforma in idiota crescendo. Dobbiamo educare i bambini come si fa con le piante, dando loro solamente acqua, quindi nutrimento, dando loro l’opportunità di crescere, imparando ad ascoltarli semplicemente senza costringerli in percorsi che non appartengono a loro. Certo si dovrebbe cambiare tutto il sistema scolastico che fa utilizzare solo la parte sinistra del cervello, quella razionale, a discapito di quella creativa. E così educhiamo solo la metà della persona e non la sua interezza. Ci sarebbe da curare una scuola per i genitori!”

Dai discorsi sull’infanzia emergono quelli sul rapporto uomo e donna. Gli chiedo così di porre l’accento su come la donna possa aiutare veramente il progresso di un mondo che è fatto dagli uomini e dalle guerre.

“Dobbiamo tutti sviluppare sempre più la collaborazione per arrivare a dire Padre e Madre nostri che state in Cielo e in Terra… La donna non deve più essere complice del maschio, non deve più incantarlo e non deve più esserci la convinzione che scendendo in politica possa cambiare il mondo, perché non è la politica che detiene il potere, bensì è l’economia. Il cambiamento vero potrà avvenire solo quando la donna farà parte dell’economia mondiale. Allora sì che il denaro sarà pieno di amore materno e ci sarà un vero e profondo cambiamento.”

Alejandro racconta di tempi antichissimi in cui tutti noi esseri umani probabilmente camminavamo sull’acqua e di come forse non possiamo cambiare del tutto questo mondo, ma possiamo arricchirlo anche con un piccolo atto positivo che può cambiare la realtà che stiamo vivendo.

Quando si fa del bene è importante come lo si fa. L’opera non è solo fisica, ma anche spirituale, perché tutto il nostro essere si concentra su quello che si sta facendo.

Incita le persone a non accettare più le cose e le persone che non ci fanno bene perché siamo tutti qui per essere felici e vivere nell’allegria. Sconsiglia vivamente di chiamare i propri figli con i nomi di parenti, soprattutto se morti prematuramente e tragicamente, perché il nome segna il destino, destino che però può essere cambiato cambiando il nome e attraverso gli atti psicomagici da lui prosti.

Sottolinea il fatto che il nostro essere vuole solo il necessario e che l’Io non è reale e richiede molte cose in più, superflue. Non saremo mai soddisfatti finchè non accetteremo veramente quello che siamo.

In quanto seminatori di coscienza, quello che seminiamo lo riceviamo e qullo che non diamo ce lo togliamo.

Dobbiamo reimparare ad inginocchiarci al dono della vita, ad essere quell’essere essenziale che ci dice che noi siamo tutto, sappiamo tutto e possiamo tutto.

Ci vuole molto amore per la vita, amore per la creazione, senza discriminare e giudicare l’altro che è sempre una parte di me.

Tutto questo ci porterà alla Pace…

Melissa Mattiussi

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