Intervista ad Angela Lucrezia Calicchio

Negli occhi di Angela Lucrezia Calicchio la luce che illumina i nuovi orizzonti della drammaturgia contemporanea internazionale

In principio c’erano gli autori italiani e poi gli occhi di Angela Lucrezia Calicchio, direttrice di Tramedautore e fondatrice di Outis, hanno ampliato gli orizzonti rivolgendosi alla nuova drammaturgia internazionale. Tramedautore 2009, che si terrà dal 7 al 10 settembre al Teatro Piccolo – Teatro Studio di Milano, da quest’anno intraprende un viaggio lungo tre anni che percorre le strade della drammaturgia del grande Continente Nero. Due chiacchiere con Angela per scoprire il cuore pulsante di Outis, che fa danzare le parole attraverso i corpi di testi e attori…

Angela, parlaci di come è nato Tramedautore…
“Il Festival è nato nel 1998 col nome di Mostra mercato della nuova drammaturgia, che voleva essere anche una provocazione: mettere gli autori sul mercato del  sistema teatrale altrimenti abbastanza chiuso. Nel 2000 prese il nome di Tramedautore, mantenendo la medesima filosofia e rivolgendosi agli operatori del settore per sensibilizzarli verso nuovi autori e testi, ai fini produttivi. Volevo trovare un modo per far conoscere il lavoro di tanti autori in un ambiente in cui non si leggevano i copioni; in molti paesi europei, quella del reading o della lettura scenica è una pratica consolidata.  L’orizzontalità della parola, affidata all’attore, consente di cogliere la qualità dei testi, il loro impatto sullo spettatore; del resto la lettura di un copione richiede uno sforzo di immaginazione differente da quello che si fa per altre letture.”

C’è qualche autore in particolare che ha colpito la tua attenzione?
“Ce ne sono stati tanti in questi anni… fra gli altri, direi il danese Peter Asmussen di cui noi presentammo Crimine. Ha scritto la sceneggiatura de Le onde del destino di Lars von Trier. E, in Italia, il primo regista a metterlo in scena è stato Lorenzo Loris, ancora nella vecchia sede del Teatro Out Off. Molto interessanti sono anche gli autori russi e la scoperta che mi ha dato maggiori sorprese è stata quella degli autori greci. Pensavo fosse difficile per loro riuscire ad affrancarsi dalla tradizione, dal tragico, invece no.”

Parlando dell’edizione di Tramedautore di quest’anno, perché la scelta dell’Africa?
“La missione di Outis è quella di far conoscere il teatro contemporaneo per leggere al meglio il presente che è in continuo mutamento. L’immigrazione contribuisce a creare nuove identità e non potevamo non dedicare un’attenzione all’Africa che, essendo un continente molto vasto, sarà la nostra protagonista per tre anni.”

Andiamo invece ora a capire più da vicino come sei arrivata fino qui…
“Frequentavo l’Università, negli anni ’75-’76, e ho iniziato a lavorare come ufficio stampa e tuttofare del Teatro Officina: ultimo avamposto del teatro di impegno, allora. Non so ben spiegare perché sono approdata al teatro, se non dicendo che da piccola mio padre mi portava con sé all’opera. Ma ci andavo malvolentieri perché non capivo le parole del libretto e mi sforzavo così tanto per capirle che non prestavo ascolto alla melodia, forse per questo mi sono trovata sulla strada del teatro… forse proprio per la curiosità di capire le parole. Poi, sono passata al Teatro Piccola Commenda, ho fatto altre cose,  eppoi in Ricordi, dove mi sono occupata per dieci anni della collana di teatro contemporaneo. Erano gli anni ’87-’88, quando cominciavano ad aprirsi le frontiere e gli autori russi iniziavano a far circolare i loro copioni in Occidente. Poi, ho fondato Outis, nel’98, che è stata la naturale conseguenza del mio percorso.

Hai mai provato a recitare?
“Ah… sul palco mi trovo malissimo! Ho fatto delle piccolissime apparizioni, per necessità dell’ultimo momento. Sono una donna da dietro le quinte e non ho quella dose di narcisismo buono che deve avere un attore. Sono schiva.”

Quali qualità bisogna avere per fare il tuo mestiere?
“Nel teatro si deve seminare tantissimo per raccogliere poco, essere dotati di una grande resistenza psico-fisica, perché non ci può abbandonare alla frustrazione, e senso del lavoro di gruppo. Bisogna avere orgoglio e sapere che non è il danaro la molla che fa scattare la passione teatrale. Comunque è un lavoro privilegiato: ti offre uno sguardo sull’universo, sull’umanità, quindi, che non ha eguali.”

La valigia del viaggiatore dell’immaginazione è pronta per scoprire nuovi punti di vista grazie alle Tramedautore di Outis. Basta aprire gli occhi alla curiosità!

http://www.outis.it
http://www.myspace.com/489270488

Melissa Mattiussi

 

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