Film nelle sale dal 15 aprile

Ragazzi, fermi tutti: “Habemus Papam”. No, non nel senso che abbiamo scelto il nuovo papa, per quanto quello attuale puzzi già un po’ di vecchio. Semplicemente è uscito il nuovo film di Nanni Moretti (intitolato, per l’appunto, “Habemus Papam”), e nel bene o nel male un film di Nanni è sempre un evento. Il regista amante della Nutella non si è fatto sfuggire molti particolari, ma sappiamo che in questo suo nuovo lavoro interpreterà uno psichiatra incaricato di convincere un neo-papa in crisi, interpretato dal ruspante Michel Piccoli, ad accettare oneri e onori derivanti dal suo incarico.


Se invece questo weekend del 15 aprile preferite stare leggeri, allora è il caso di “Rio”, film d’animazione con dentro un sacco di pennuti colorati, prodotto dai Blue Sky Studios, quelli de “L’Era Glaciale”.


Aaaargh! Aaaargh! Aaaargh! Aaaargh!”. Ebbene sì, è il titolo di un film, ovvero “Scream 4”, con cui il maestro dell’“Aaaargh!” Wes Craven recupera la sua fortunatissima serie, senza peraltro dimenticare di metterci dentro Neve Campbell e Courtney Cox, che sarebbe stato proprio un peccato lasciarle fuori. A quanto pare, invece, siamo in pieno periodo di film in cui guidano a muzzo (sarà la primavera?): dopo “Drive Angry 3D” con Nicolas Cage della settimana scorsa e prima di “Fast Five” con Vin Diesel, è il turno di The Rock con “Faster”. In attesa, ovviamente, dell’uscita di “Drive Faster 5D”.

Se sei così ti dico sì”. Il problema è che a dirti no sarà lei, Belen Rodriguez, perché caro mio, come si suol dire è “out of your league”. E visto che c’è, si concede pure un’escursione al cinema in questo film di Eugenio Cappuccio, dove interpreta una showgirl che entra di prepotenza nella vita di un cantante degli anni ’80 dimenticato e riesumato come vecchia gloria in un programma tv. In “Limitless”, invece, uno scrittore in crisi accetta di buttare giù una pillola che attiva tutte le aree del suo cervello e diventa un genio. Suo malgrado, però, si ritrova coinvolto in una situazione pericolosa. Per chiudere, Bruno Bigoni si domanda in un documentario quale sia “Il colore del vento”. Noi però non lo sappiamo e quindi non possiamo aiutarlo.

Marco Agustoni

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