I film nelle sale dal 18 febbraio

Darren Aronofsky e i fratelli Coen si contendono la palma dell’uscita più attesa di questa settimana, rispettivamente con “Il cigno nero”, oscura storia di una ballerina alle prese con il ruolo della sua vita, e “Il Grinta”, remake di un celebre western con John Wayne. Solo che i Coen sono due e così mentre Ethan tiene fermo Aronofsky da dietro, Joel lo può colpire duro. Una lotta impari. E noi che siamo dei pusillanimi, ci schieriamo dalla parte dei più forti: vincono quindi i due di Non è un paese per vecchi. E poi diciamocelo, ne Il Grinta c’è Jeff Bridges che è uno degli attori più ganzi in circolazione, mentre ne Il cigno nero c’è Nathalie Portman che è sì carina, ma vestita da ballerina e truccata a quel modo non la si può vedere.



Paul Rudd e il biondo Owen Wilson si contendono l’ancora più bionda Reese Whiterspoone in “Come lo sai”, commedia piaciona in cui in qualche modo c’è dentro anche Jack Nicholson. I loro rivali diretti sono Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway, due spiriti liberi che si devono confrontare con i vincoli dell’affetto in “Amore e altri rimedi”. In questa sfida a colpi di bacetti, ne rimarrà soltanto uno.
Tutt’altra atmosfera si respira in “Un gelido inverno” di Debra Granik, storia di un’adolescente che deve badare ai due fratelli più piccoli e si ritrova a dover cercare il padre spacciatore in un Missouri marginale ed emarginato. “The Shock Labyrinth: Extreme 3D” è invece un film giapponese di paura, con le robe che escono fuori dallo schermo e ti fanno lanciare i popcorn in aria per la strizza. E questo è quanto.
A quanto pare, invece, DJ Caruso non è il nuovo rivale di David Guetta proveniente dagli Stati Uniti, bensì il regista di “Io sono il numero quattro”, film di fantascienza che racconta di nove alieni simili agli umani che fuggono sulla Terra dopo che il loro popolo è stato massacrato dai temibili Mogadoriani. I Mogadoriani però sono gente incazzosa e così, non contenti di aver sterminato le loro famiglie, li inseguono sul nostro pianeta per finire il lavoro (delle due l’una: o questi qui sono dei tipi metodici, oppure hanno le loro buone ragioni). Chiude i conti “Il padre e lo straniero”, pellicola di Ricky Tognazzi che chiama a recitare l’amico Alessandro Gassman, così poi si potrà far offrire una birra al pub.

Marco Agustoni

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