MUZU TV: la sfida è lanciata

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Un sito in fortissima ascesa anche in Italia: MUZU.tv cresce all’estero e arriva deciso nel nostro paese. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Robert Sharp, capo contenuti del website dedicato ai video musicali e a tutte quelle band e agli artisti che vogliono farsi vedere.

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Potresti presentare agli utenti italiani Muzu.tv? Quali sono le principali caratteristiche che rendono Muzu diverso da Youtube?
Muzu.tv è un sito che contiene solo video musicali e si concentra esclusivamente sulla musica. Ha al suo interno video in alta qualità che provengono direttamente dalle Major e dalle etichette indipendenti. Se siete una band senza contratto potete iscrivervi a Muzu e aprire un canale per distribuire i vostri contenuti. Oltre ai videoclip tradizionali ci sono video di concerti, interviste e contenuti speciali dietro le quinte di artisti internazionali e anche italiani. La più grande differenza tra Muzu e Youtube è che su Muzu.tv non ci sono video di bassa qualità creati da utenti qualsiasi: niente animali, bambini buffi e simili fin quando le band stesse ovviamente non cominceranno a caricarli…

Muzu.tv è consigliabile per quelle band che vogliono promuoversi da sole?
Ovviamente sì, speriamo che più artisti e band italiane possibili si iscrivano su MUZU creandosi il proprio canale e distribuendo i propri video utilizzando Facebook, Twitter e qualsiasi altro sito. Muzu vende pubblicità sui video caricati e divide i ricavi con la band che ha il proprio canale nella misura del 50% a testa. È facile: una band apre il proprio canale, invita fans e amici a seguirli su Muzu e ogni volta che caricano un nuovo video tutti verranno automaticamente informati.

Quali sono gli obiettivi a breve e medio termine che Muzu.tv si pone?
Principalmente MUZU vuole diventare un sito molto ben conosciuto anche in Italia, dedicato a band e fans della musica che vogliono condividere su internet la loro passione. Più in generale vogliamo costruire un catalogo il più ampio possibile che contenga i migliori video delle realtà italiane e stabilire solide relazioni con etichette e siti musicali affinchè utilizzino il catalogo per promuovere le nuove uscite.

In che misura credi che il Web 2.0 abbia cambiato il music business?
L’industria musicale è stata rivoluzionata con l’avvento del Web 2.0, il mercato digitale ha aperto molti nuovi canali di business e di remunerazione, rendendo la musica subito disponibile per i fans. Siti come MUZU hanno creato modi innovativi di fare pubblicità sfruttando l’industria musicale. Proporre video musicali in questo modo favorisce anche i download digitali e le vendite dei biglietti dei concerti. Il problema principale del Web 2.0 è che il download illegale della musica è diventato oramai la norma nonché materia legale con cui le etichette devono confrontarsi. MUZU ha accordi diretti con le etichette e tutto ciò che è disponibile sul sito è perfettamente legale.

Credi che i magazine digitali diventeranno presto una fonte primaria d’informazione per i fans della musica? Quanto pensi durerà ancora la carta stampata?
Credo ci sarà sempre un mercato per la carta stampata, tuttavia grazie alle nuove tecnologie che vedono sugli scudi iPad e iPhone penso che i magazine online diventeranno sempre più diffusi, facili da produrre per gli editori e da consultare per i lettori. Oltretutto l’accesso immediato ai contenuti multimediali come i video che i magazine online possono offrire ai lettori  è un aspetto importantissimo. La carta stampata continuerà a perdere lettori di qui ai prossimi anni, il trend è incontrovertibile oramai.

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