Stefan Di Maria: tra Amici e Glee

E’ stato il primo italo-americano di “Amici”: madre italiana, padre di Los Angeles, è arrivato al talent di Maria De Filippi passando per una comparsata nella serie cult “Glee”. E ora Stefan Di Maria sta preparando il suo primo album… italo-americano, ovviamente!

Perché hai deciso di partecipare a un talent italiano?

E’ stata mia madre a spingermi: sono stato colpito soprattutto dal fatto che potevi entrare nella scuola come cantautore, cosa molto rara nei talent americani. E avevo anche la possibilità di cantare sia in italiano che in inglese.

Che differenze ci sono, secondo te, tra i talent italiani e quelli statunitensi?

È “Amici” ad essere diverso da qualsiasi altro talent, perché viene mostrata anche la vita di tutti i giorni. Poi i talent americani durano molto meno.

Cosa ricordi della tua esperienza in “Glee”?

Ho fatto delle comparsate come musicista in alcune scene. Gli attori, il regista e tutto il cast si divertono molto e ho stretto amicizia soprattutto con Jonathan Groff che in “Glee” interpretava il cantante Jesse St. James.

E’ vero che parteciperai ancora?

Uscirà un’altra puntata a cui ho partecipato, sempre come comparsa.

A che punto è il tuo album?

Abbiamo scelto i pezzi e ora dobbiamo perfezionarli. Sarà un album pop ma sempre con il mio lato soul.

Canterai in inglese o in italiano?

Metà e metà.

Continui a suonare con la tua band americana?

Sì, continuo a suonare con i Feelgood e a febbraio tornerò a Los Angeles per una session con Eddie Kramer, il produttore che ha lavorato, tra gli altri, con Rolling Stone, Jimi Hendrix e David Bowie.

Com’è nato “Baggage”, l’inedito che hai presentato ad “Amici”?

E’ nato con la chitarra acustica, in camera mia. Stavo suonando degli accordi e poi è venuto il pezzo, che parla di una mia ex ragazza.

Con chi hai legato di più?

Con Giorgia e Virginio.

Chi vincerà?

Nel ballo Giulia perché è la più versatile. Nel canto se la giocano Virginio, che è un combattente, e Francesca, che piace molto.

C’è un episodio particolarmente divertente successo ad “Amici”?

Non è un vero e proprio momento, ma la prima puntata quando sono entrato come titolare è stata pazzesca: ero al settimo cielo!

Chi sono i tuoi artisti preferiti?

Jamiroquai, Michael Jackson e Prince. Tra gli italiani preferisco Nek e Raf.

I tuoi libri e i tuoi film preferiti?

Tra i libri dico “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, tra i film scelgo “Fight Club”.

Finiamo con una cosa che ami dell’Italia e degli Stati Uniti.

Dell’Italia amo lo spirito, il calore della gente e la voglia di vivere e ballare. Dell’America il fatto che la gente esca spesso a sentire cantanti sconosciuti dal vivo.

Grazie ad Andrea Missaglia

E’ stato il primo italo-americano di “Amici”: madre italiana, padre di Los Angeles, è arrivato al talent di Maria De Filippi passando per una comparsata nella serie cult “Glee”. E ora Stefan Di Maria sta preparando il suo primo album… italo-americano, ovviamente!

Perché hai deciso di partecipare a un talent italiano?

E’ stata mia madre a spingermi: sono stato colpito soprattutto dal fatto che potevi entrare nella scuola come cantautore, cosa molto rara nei talent americani. E avevo anche la possibilità di cantare sia in italiano che in inglese.

Che differenze ci sono, secondo te, tra i talent italiani e quelli statunitensi?

È “Amici” ad essere diverso da qualsiasi altro talent, perché viene mostrata anche la vita di tutti i giorni. Poi i talent americani durano molto meno.

Cosa ricordi della tua esperienza in “Glee”?

Ho fatto delle comparsate come musicista in alcune scene. Gli attori, il regista e tutto il cast si divertono molto e ho stretto amicizia soprattutto con Jonathan Groff che in “Glee” interpretava il cantante Jesse St. James.

E’ vero che parteciperai ancora?

Uscirà un’altra puntata a cui ho partecipato, sempre come comparsa.

A che punto è il tuo album?

Abbiamo scelto i pezzi e ora dobbiamo perfezionarli. Sarà un album pop ma sempre con il mio lato soul.

Canterai in inglese o in italiano?

Metà e metà.

Continui a suonare con la tua band americana?

Sì, continuo a suonare con i Feelgood e a febbraio tornerò a Los Angeles per una session con Eddie Kramer, il produttore che ha lavorato, tra gli altri, con Rolling Stone, Jimi Hendrix e David Bowie.

Com’è nato “Baggage”, l’inedito che hai presentato ad “Amici”?

E’ nato con la chitarra acustica, in camera mia. Stavo suonando degli accordi e poi è venuto il pezzo, che parla di una mia ex ragazza.

Con chi hai legato di più?

Con Giorgia e Virginio.

Chi vincerà?

Nel ballo Giulia perché è la più versatile. Nel canto se la giocano Virginio, che è un combattente, e Francesca, che piace molto.

C’è un episodio particolarmente divertente successo ad “Amici”?

Non è un vero e proprio momento, ma la prima puntata quando sono entrato come titolare è stata pazzesca: ero al settimo cielo!

Chi sono i tuoi artisti preferiti?

Jamiroquai, Michael Jackson e Prince. Tra gli italiani preferisco Nek e Raf.

I tuoi libri e i tuoi film preferiti?

Tra i libri dico “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde, tra i film scelgo “Fight Club”.

Finiamo con una cosa che ami dell’Italia e degli Stati Uniti.

Dell’Italia amo lo spirito, il calore della gente e la voglia di vivere e ballare. Dell’America il fatto che la gente esca spesso a sentire cantanti sconosciuti dal vivo.

Grazie ad Andrea Missaglia

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