Carmen – Teatro Olimpico, Roma 7,8,9 aprile 2009

CARMEN
Teatro Olimpico di Roma – 7, 8 e 9 aprile 2009
Balletto in un atto ispirato all’opera di Prosper Mérimée
Direzione Artistica: Stella Arauzo

Argomento, coreografia e regia – Antonio Gades e Carlos Saura
Scene – Antonio Saura
Musica – Gades, Solera, Freire, George Bizet “Carmen”, M. Penella “El gato Montes” e José Ortega Heredia/Federico Garcia Lorca “Verde que te quiero verde”

Cast
Carmen   Stella Arauzo
Don José   Adrian Galia
Il marito   Joaquin Mulero
Il torero   Jairo Rodriguez

Ballerine   Cristina Carnero, Maite Chico, Claudine Ibarra, Marita Martinez – Rey, Maria Nadal, Carolina Pozuelo, Lucia Sanjuan, Loli Sabariego, Luisa Serrano, Vanesa Vento

Ballerini   Angel Gil, Jonathan Guijarro, Miguel Lara, David Martin, Adrian Mejias, Elias Morales, Antonio Mulero, Antonio Ortega

Cantaores   Angela Nunez “La Bronce”, Gabriel Cortés, Enrique Pantoja, Juanares, Jony Cortés

Chitarristi   Antonio Solera, Ramon Jiménez, Camaron de Pitita

Sul palco nero – essenziale nei 7 pannelli grigi che rivelano altrettanti specchi – l’estetica del flamenco esplode subito nel ballo di gruppo che apre lo spettacolo. Quasi una prova – chi guarda chi? – per i 18 tra ballerini e ballerine che ci accompagnano nella storia del desiderio bruciante e autodistruttivo tra Carmen e Don José. La storia di un’ossessione amorosa declinata secondo il rigore tecnico ed etico del baile spagnolo così come Antonio Gades ci ha consegnato. Antonio Gades non c’è più, scomparso a 67 anni il 20 luglio 2004, ma la sua passione per il flamenco – quella danza spagnola che il grande ballerino e coreografo ha saputo innalzare ad arte del flamenco – permea ogni suo lavoro.
I danzatori riempiono il palco: c’è un’esplosione di vitalità nei costumi sfolgoranti – carezze vellutate delle ruches di gonne che ondeggiano al tempo della danza gitana, tempo musicale scandito dal percuotere insistente dei piedi. Poi si ritirano, i danzatori, lasciando la scena ai Soli, ai Passi a due, ai Canti (primo fra tutti il lamento malinconico “Verde que te quiero verde” di José Ortega Heredia e Federico Garcia Lorca, che ritorna più volte nello spettacolo). La storia di Carmen, così come Prosper Mérimée ci ha raccontato, così come George Bizet ha musicato (singolare: due francesi interpreti raffinati dello spirito, della carne e del sangue spagnoli) rappresentata da Stella Arauzo – dal 2004 Direttore Artistico della Compagnia. Carmen, quasi eteronimo di Stella Arauzo, si impone sul palco. Il corpo nervoso piega la danza alla sua voluttà, scompagina l’ordine emotivo dei compagni, trascinandoli nella tragedia di un amore che solo nella morte può trovare appagamento.
Danza e tanta musica, senza soluzione di continuità. Un’alternanza di temi e motivi diversi: ritmo – piedi, bastoni e cajon, chitarre acustiche, l’opera di Bizet quale contrappunto per una composizione artistica che fonde alla perfezione diversi stili melodici.
E, alla fine, ancora un regalo. Un ballo di gruppo, ancora il canto “Verde que te quiero verde” e la danza si ferma. La danza si fa pittura, si fa immagine fotografica, si fa scultura estemporanea di corpi che si intrecciano. Si ferma, sul palco, scolpita dalle luci sanguigne e ci lascia sospesi, quasi senza fiato. E’ l’applauso grato di un pubblico entusiasta a liberare i danzatori dalla passione secondo Antonio Gades.

Dejando un rastro de sangre. Dejando un rastro de lagrimas.

Grazie a Zdenka Rocco

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