DJ Hero: pronti a scratchare?

Venerdì sera all’Old Fashion Cafe di Milano si è svolta la presentazione alla stampa di DJ Hero, nuovo titolo della serie musicale di Activision (mostrato in esclusiva su XBOX360). Ci siamo trovati in mezzo ad una semiseria prefazione di DJ Francesco con ospiti Magda Gomes, Giorgia Palmas e Alessandro Cattelan, che si sono anche coraggiosamente cimentati con il gioco, e con una videointervista dedicata di JayZ e Eminem. Tutto bello, ottimi gli spiedini, però a noi il bla bla mondano interessa fino ad un certo punto.

Che diavolo è DJ Hero? Sulla scia fortunata di Guitar Hero, Activision azzarda l’esperimento di produrre un titolo e un hardware  dedicati ad un “eroe” dell’intrattenimento musicale: il DJ. Si parla qui di DJ nel senso Hip Hop  del termine, ovvero una creatura polipoide che va ben oltre il semplice “metter su i dischi” ma, utilizzando più tracce audio, una serie di campionature ed effetti e svariate tecniche di mixaggio tra cui il famoso “scratch”, genera delle vera e propria musica originale.
Questa visione è per noi alla base delle forze e delle debolezze del gioco: ad una tracklist enorme (93 pezzi formati da oltre 100 singole canzoni mixate a coppie per l’occasione da DJ professionisti) e all’ineccepibile divertimento nel mettersi negli eroici panni di questo mostro dell’improvvisazione che è il DJ Hip Hop, si affianca la limitazione di dover solo copiare quell’esaltata improvvisazione, seguendo un tracciato premeditato e spesso assolutamente non lineare, che genera una sensazione abbastanza ansiogena in cui si è troppo impegnati a coordinare mano e occhio per godersi la musica che si sta “producendo”. Non si può certo dire che in Guitar Hero ci sia spazio per la propria verve creativa, ma gli strumenti tradizionali prevedono una certa ciclicità nelle partiture che garantisce un po’ di respiro e la possibilità di lasciarsi andare una volta che il pezzo è conosciuto, mentre questa ripetitività nel lavoro del DJ risulta addirittura blasfema.

Non ci è piaciuto il gioco quindi? Assolutamente no. Il prodotto è ottimo: visivamente è in linea con i vari “Hero”, a livello medio il gioco è padroneggiabile in una manciata di minuti ed è quasi impossibile non divertirsi e ondeggiare testa e spalle dopo pochi secondi. Numerose e interessanti sono le modalità di gioco come quella Party (ripresa da GH5, in cui si può entrare e uscire a piacimento) e il multiplayer cooperativo con la chitarra, in cui si mixa la linea musicale del compagno. Una parola va poi spesa per l’hardware, veramente strepitoso, solido, configurabile per i mancini… insomma, eccellente.

Siamo curiosi di vedere se il pubblico italiano apprezzerà questa variazione sul tema o se preferirà rifugiarsi nel più classico Guitar Hero 5, o ancora se punterà a Band Hero, versione Pop in uscita a breve. Ora scusate, ma devo tornare ad allenarmi alla mia “batteria” che non riesco a terminare Dyers Eve a difficile…

Si ringrazia Goigest per le foto in pagina

Grazie a Riccardo Caverni

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