eVenti Verticali: il teatro verticale

Quando leggiamo di ‘teatro verticale’ possiamo immaginare di cosa si tratti ma non abbiamo le idee chiarissime su come venga realizzato uno spettacolo di questo tipo. Andrea e Luca Piallini sono due fratelli, fondatori di eVEnti Verticali, che hanno fatto dello spazio verticale il loro palco. Tra pochi giorni debutteranno con il loro spettacolo “QUadro” (la prima si terrà il 31 dicembre alle 22 a Sassari, in piazza d’Italia).


A loro chiediamo cos’è il teatro verticale.
Le azioni e le storie che creiamo si sviluppano su pareti, schermi ed edifici, superfici perpendicolari all’orizzonte. Interpretiamo i muri come pavimenti. La danza verticale è stata indagata sin dagli anni ’70; per quanto riguarda noi, il nostro approccio al mondo verticale è iniziato durante l’infanzia, con l’alpinismo. Crescendo ci siamo avvicinati al teatro per spazi aperti. Non è passato molto tempo prima che i due mondi si contaminassero. La vera illuminazione verticale, però, risale al 2003 a Danzica, quando abbiamo realizzato uno spettacolo in cui il protagonista doveva essere calato dall’antagonista giù da un palazzo.

Lì è scattata la molla…
Un’insieme di voglia di sperimentare, follia e casualità ha catapultato entrambi in parete, non tanto in veste di acrobati ma di personaggi: et voilà le théatre vertical!

Come descrivereste uno dei vostri spettacoli a persone che non ne hanno mai visto uno?
Immaginate di essere su un balcone al quarto piano di un edificio e di vedere uno spettacolo di teatro, danza e acrobatica nella piazza sottostante; invertite i piani: così capite il teatro verticale. Noi lo chiamiamo ‘inganno prospettico’: il pubblico dopo un po’ dimentica le funi e pensa che stiamo semplicemente camminando o saltando. Il fatto di essere appesi a delle funi (senza non riusciamo ancora!) rende i nostri salti e i nostri voli lenti e leggiadri, tanto che molti spettatori hanno la sensazione di vederci danzare come gli astronauti sulla luna.

Da dove avete tratto l’ispirazione per il nuovo spettacolo “QUadro”?
Drammaturgicamente l’idea nasce dalla mia paura/emozione più grande come artista (spiega Luca, nda): il foglio bianco, la pietra grezza. “QUadro” è uno spazio vuoto che di volta in volta si riempirà delle suggestioni provenienti dalla città che lo ospiterà. C’è poi un aspetto tecnico, il desiderio di spingersi alla ricerca di nuove condizione fisiche di lavoro verticale.

Quanto tempo ci vuole per preparare uno spettacolo del genere?
Ci sono spettacoli più prettamente teatrali come il nuovo “Casinò Vertical”, che non finiscono mai di crescere e rinnovarsi anche perchè ogni spazio è diverso e dà stimoli nuovi. Per “QUadro” si può parlare di circa di due mesi di lavoro, ma abbiamo intenzione di rielaborare il progetto in maniera diversa in ogni luogo dove verrà presentato.

http://www.eventiverticali.com

Francesca Binfarè

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