Guitar Hero 5: sarà un successo?

E siamo al 5° capitolo. In realtà al 7°, se contiamo le versioni dedicate ad Aerosmith e Metallica… quindi che c’è ancora da spremere al titolo che ha portato una chitarra giocattolo in casa di tanti italiani?


 

Per prima cosa, in questo nuovo Guitar Hero si possono usare più strumenti dello stesso tipo, mantenendo il limite dei 4 giocatori (8 online). Si possono, ad esempio, avere quattro chitarristi su quattro tracce identiche. Bello, perché finalmente non ci sarà più il giocatore sfortunato che dovrà usare il basso pur volendo fare il chitarrista. Brutto, perché questo toglie un po’ quel senso di “gruppo musicale” che caratterizzava le versioni da World Tour in poi.

Nella tracklist il pop e il rock la fanno da padrone (citiamo Nirvana – “Smells Like Teen Spirit”, A Perfect Circle – “Judith”, David Bowie – “Fame”, Bob Dylan – “All Along the Watchtower”, Rolling Stones – “Sympathy for the Devil”): questo renderà il titolo più attraente per l’utente generico ma probabilmente lascerà un po’ di amaro in bocca ai fan di vecchia data, abituati alla preponderanza di canzoni hard & heavy. Uno degli effetti collaterali è che molti dei pezzi non siano particolarmente appaganti da “suonare”: derivando da partiture molto semplici, magari due o tre accordi di chitarra ripetuti per tutta la canzone, trasposti nel gioco consistono spesso nella stessa breve sequenza da ripetere anche per 4 o 5 minuti o ad una batteria che inizia e finisce senza nemmeno una variazione. Discorso a parte per la voce: alcuni dei pezzi (vedi “Sultans Of Swing” dei Dire Straits) hanno una metrica serrata e/o irregolare a cui è difficile star dietro, specie per un non madrelingua. Insomma, sulla qualità musicale non si discute, ma forse queste canzoni è più divertente ascoltarle e basta.

Alle modalità classiche si aggiunge il Party: appena inserito il disco parte un concerto con una scaletta casuale che i partecipanti possono giocare e mollare in qualsiasi momento e senza possibilità di perdere. Questo ci piace di brutto. Niente “sei pronto?”, niente “no, scegli un altro personaggio”. Prendi lo strumento, scegli la difficoltà e via. Se nessuno è attivo, il concerto prosegue. È la modalità definitiva per chi vuole divertirsi subito, per il nuovo  arrivato o per chi vuole giusto provare il gusto di prendere in mano la chitarra e emulare le grandi star.

Dal lato gameplay sono state inserite alcune varianti: non si perde più se uno solo del gruppo sbaglia, ma il giocatore in questione  viene messo fuori gioco per qualche secondo e sta ai compagni farlo rientrare suonando correttamente; si torna allo Star Power personale (non di gruppo come Metallica / Greatest Hits); inoltre è stato aggiunto il “Band Moment”, una serie di note infuocate che se vengono suonate da tutti correttamente generano parecchi punti, applausi ed esaltazione; ci sono poi una serie di divertenti sfide aggiuntive in singolo o in gruppo, per chi cerca un po’ di innovazioni.

Finalmente i possessori di XBOX360 e PS3 possono, come in Rock Band di EA, importare i brani degli altri Guitar Hero in loro possesso sul quinto episodio, così da creare mastodontiche scalette e accedere a tutti i pezzi che hanno apprezzato da World Tour in poi. Era ora, decisamente una feature necessaria. Cosa? E’ a pagamento attivare l’opzione!? Stendiamo un velo pietoso…

Purtroppo su WII non c’è questa opzione, ma i possessori della scatoletta bianca possono (se hanno a disposizione un DS e una chitarra) affrontare la “battaglia tra roadie”, una sfida tra chitarristi con alle spalle i meccanici del palco che se le danno di santa ragione a suon di mini-giochi. Simpatico, ma non compensa l’impossibilità di  importare i pezzi. Rimane la modalità di gioco con i MII che è ora disponibile anche per gli Avatar di Microsoft.

Poi ci sono novità sullo studio, miglioramenti grafici… insomma: non è necessario stare a rivedere tutte le caratteristiche. Il brand ormai è forte, il gioco efficace e ovviamente Activision non ha intenzione di rivoluzionarlo. E questo ci sta bene. Ma dove sta l’inghippo?

A parer nostro, il problema è di “atmosfera”. Le variazioni di gameplay donano al titolo una certa natura competitiva che  ci sembra si allontani dallo spirito di gruppo che caratterizzava le ultime edizioni. In particolare la scelta di tornare allo Star Power singolo rende si più agevole la scelta di quando utilizzarlo, ma chi è meno bravo non lo avrà mai a disposizione, dato che le sequenze per ottenerlo possono essere molto complesse.

Stessa sensazione si ha dallo schermo di chiusura del pezzo, dove i giocatori vengono presentati mentre saltano sul palco in ordine di miglior performance (che fastidio!). Ancora, probabilmente il giocatore scarso farà perdere al gruppo il “band moment”, generando una certa insoddisfazione. Insomma, sono scelte abbastanza curiose, una sorta di sottilissima inversione di tendenza rispetto alla spinta al gioco cooperativo che caratterizzava World Tour, Metallica e Greatest Hits che ci lascia un po’ perplessi.

Alla fine dei conti questo non inficia la fruibilità del prodotto, ma al sottoscritto e al suo gruppo, i Satan’s Cinciees, non è andato giù. Insomma, a me piace fare un gran casino con la batteria mentre il mio bassista da 100% mi fornisce lo Star Power. Siamo una squadra… o no?

ERGO: Nuovo episodio di un brand consolidato senza rivoluzioni di genere; spiccano la nuova modalità Party, semplice e divertente, e finalmente la possibilità di importare le canzoni degli episodi precedenti, pur se con l’obolo; alla fine, se volete “battere” i vostri compagni e vi piace la nuova tracklist, Guitar Hero 5 fa per voi; altrimenti, forse, vale la pena di saltare il giro e aspettare di vedere cosa porta il futuro.

CURIOSITA’: La presenza di artisti renderizzati giocabili è sempre stata oggetto di controversie: in questa edizione il premio per “Miglior Pasticcio” va alla bad girl Courtney Love, che prima concede i diritti per l’apparizione di Kurt Cobain e poi a gioco uscito denuncia tutti: essendo utilizzabile lo si può veder cantare brani come “Hungry Like the Wolf”… ma non potevi svegliarti prima???

Riccardo Caverni

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