I Percorsi Musicali Indipendenti di Edo Rossi

Edo Rossi non è un novellino, un nuovo personaggio uscito da chissà quale programma tv né tantomeno una persona che parla senza sapere perfettamente le cose che sta trattando.

E’ un professionista vero, che per anni ha portato avanti tenacemente la sua personale lotta in favore di un certo tipo di musica, soprattutto di un modo diverso concepirla e che, per fortuna, continua nel suo cammino. Dopo essere stato per tanti anni una della voci storiche della compianta Rock Fm (“lasciarla è stato come finire una storia d’amore”), Edo ha deciso di ricoprire forse l’unico ruolo che ancora non aveva svolto in ambito musicale: lo scrittore di libri. Facendolo a modo suo.

Un prodotto come “Percorsi Musicali Indipendenti”, in effetti, non esisteva sugli scaffali delle librerie e leggendolo ci si rende immediatamente conto dell’importanza di un volume in grado di raccontare un periodo storico, di cui si avvertono ancora le vibrazioni, attraverso le testimonianze dei protagonisti. Il numero di musicisti coinvolti è da brividi: si va dagli Afterhours fino agli Skiantos o ai Marlene Kuntz, passando per Litfiba e Negramaro solo per citarne alcuni. “Sono tutti amici che ho conosciuto in questi anni, dei quali ho condiviso idee musicali e non e con i quali è nato un rapporto durato anche nel tempo”. Durante la lettura i ricordi vengono riattualizzati tanto da sembrare odierni e le emozioni si sprecano, soprattutto per chi quel periodo l’ha vissuto sulla propria pelle. “Io non ho cercato di fotografare un periodo storico particolare, è semplicemente stata la fase in cui ho appreso maggiori cose a livello musicale e in cui ero più aperto alle esperienze. Insomma mi ci sono ritrovato in mezzo e l’ho vissuto in tutto e per tutto. Oltretutto fare una fotografia del momento significava scrivere un’enciclopedia, io ho semplicemente puntato lo zoom su una parte di quel movimento”.
Non importa nemmeno che uno come Cristiano Godano abbia recentemente manifestato il proprio rammarico per il fatto che la generazione successiva non sia riuscita a raccogliere i semi di tale fermento, perché secondo l’autore questo è riduttivo. “Cristiano da un certo punto di vista ha ragione, poiché troppo poco è nato successivamente. Mi sembra però riduttivo o comunque non credo sia giusto puntare il dito solo sui gruppi in questione. Probabilmente i tempi erano maturi solo allora. Oggi è tutto molto più complicato e soprattutto non viene più data fiducia ai gruppi. Non si finanziano più i progetti a rischio, ma si punta sul tutto e subito”.

Qui si potrebbe iniziare un discorso infinito sullo stato odierno della musica in Italia, ma per una volta preferiamo solo sottolineare che un libro di tale fattura dovrebbe far riflettere un ambiente incapace da troppo tempo di coltivare idee innovative. Aspettando che ciò un giorno possa avvenire, ci accontentiamo del fatto che a “Percorsi Musicali Indipendenti” sia stato assegnato il premio che il MEI, il Meeting degli Indipendenti, assegna da due anni al miglior libro indie dell’anno. Speriamo sia l’inizio di qualcosa…

Luca Garrò

 

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