PES 2013 incontro con il capo sviluppatore Kei Masuda

Nella giornata di lunedì 3 settembre si è svolta a Milano una presentazione “tecnica” di PES 2013 aka Pro Evolution Soccer 2013, ennesimo capitolo della saga Konami la cui data di uscita (comunque imminente) non è ancora stata annunciata. A raccontare le delizie di questo nuovo lavoro c’era Kei Masuda, il nuovo capo sviluppatore del team PES, che subentra al leggendario (almeno tra i PESsari) Seabass. Masuda ha cominciato ricapitolando i tre punti di forza che stravolgeranno il gameplay di Pro Evolution, ovvero: il PES Full control, che permetterà il controllo totale di tiri e passaggi e comprende il Dynamic First Touch, ossia la possibilità di scegliere tra molteplici opzioni al momento di controllare la palla; la Pro Active AI, grazie alla quale portieri (uno dei punti deboli del gioco da sempre), difensori e attaccanti controllati dalla cpu si inseriranno nel gioco in maniera ragionata; il Player ID, innovativo sistema grazie al quale i più grandi campioni risulteranno inconfondibili sia nei movimenti che, soprattutto, nel comportamento di gioco.

È proprio quest’ultimo punto a sollevare molte curiosità. “Al momento abbiamo realizzato il Player ID di una cinquantina di giocatori. Ma con i prossimi PES puntiamo a espandere sempre di più il database. E più avanti PES 2013 sarà arricchito con un DLC che comprenderà una serie di esultanze personalizzate [nda: tipo Balotelli che si leva la maglietta per mostrare il muscolo?]”. Masuda si sofferma anche su una delle notizia più succose, confermando che dall’anno prossimo PES si baserà su un nuovo motore di gioco, il Fox Engine, il che comporterà grandi cambiamenti sia che ci si debba ancora giocare sulle console della presente generazione (leggi PS3 e Xbox 360), sia che abbiano già fatto la loro comparsa le next gen (PS4 e Xbox 720). La direzione in cui Masuda e il suo staff vogliono spingere è quella del realismo, come è in effetti emerso dalle due demo messe a disposizione finora: “La mia filosofia è che PES deve essere un gioco realistico, ma dai comandi semplici. Penso che il controllo manuale debba essere realmente manuale e non semiassistito. Seabass puntava anche lui al realismo, ma attraverso comandi troppo complicati“.

E a proposito del suo predecessore, Masuda ha ammesso che finora la più grande sfida è stata “entrare in un gruppo che è stato guidato per anni da un’altra persona e spiegare il mio modo di vedere il gioco“. Ma a giudicare dalla sicurezza con cui ne ha parlato durante la presentazione, Kei sembra già essere riuscito a dare la propria impronta a PES. Un altro tasto su cui il team Konami vuole premere è il multiplayer, tanto che il motto di quest’anno è “Join the PES League“: ognuno, secondo le proprie capacità, è invitato a partecipare alla comunità mondiale di Pro Evolution Soccer. E per evitare che ci siano troppi squilibri e solo i più forti si divertano, è stato studiato un nuovo sistema di ranking grazie al quale ognuno si scontrerà con avversari alla propria portata. Viste le succose anticipazioni, non rimane che aspettare la conferma sulla data del calcio di inizio: come è stato sottolineato a fine conferenza, “PES is back“.

Marco Agustoni

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