Pino Ninfa mostra fotografica: omaggio a Hugo Pratt

Porsche Hemingway_foto Pino Ninfa

Il fotografo milanese Pino Ninfa esporrà le sue opere nell’ambito della mostra “Sulle Strade Dell’Avventura-Omaggio a Hugo Pratt” dal 16 giugno al Palazzo Ducale di Genova, dopo il grande successo ottenuto presso il Venezia Jazz Festival. Abbiamo incontrato l’autore per scambiare con lui qualche impressione.
Perché hai dedicato questa tua mostra proprio a Hugo Pratt? Quali sono le affinità fra te e lui? Cosa trovi di affascinante nel suo personaggio?
Hugo Pratt non è solo un creatore di fumetti,è una persona che vive l’avventura a tutto tondo nel senso che la sua vita è un’avventura.Ho dedicato a lui questa mostra perché sono un grande appassionato di fumetti e in particolare dei personaggi prattiani.Ho fatto delle foto a lui nel suo studio a Grandvoux in Svizzera ed è stata una esperienza molto interessante.E poi mi sono ritrovato a vivere e creare progetti che hanno una relazione molto forte con i personaggi e le avventure di Pratt.
Il tango in Argentina,La Dancalia e i Lettori del sacro in Etiopia,Rimbaud,il Delta del Missippipi e naturalmente Venezia.

Nella mostra racconti per immagini i tuoi viaggi, da Cuba sulle tracce della Porsche di Hemingway sino ai deserti della Dancalia. Qual è stata la tappa delle tue esplorazioni che ti ha colpito di più? E quale ritieni sia stata la tua più riuscita a livello fotografico, quella in cui hai messo meglio a fuoco la tua arte?
Direi che le esplorazioni presenti nel libro sono tutte molto interessanti ma se devo fare delle scelte credo che il tango e il ritrovamento della Porsche di Hemingway a Cuba hanno un fascino particolare.A livello fotografico amo la foto che ho fatto all’ombra di Petrucciani.Senza andare in posti particolari,ma su palcoscenico durante un concerto ho trovato il modo di raccontare un personaggio come Michel. Spesso nell’ordinario veniamo a contatto con lo straordinario.Sta a noi catturane la magia.

“Sulle Strade dell’Avventura” è anche un libro. Le foto della mostra e quelle incluse nel volume sono le stesse?
Nella mostra ci saranno circa 70 foto,il libro ne ha più di cento.

Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato per organizzare questa mostra? E che cosa ti ha soddisfatto maggiormente di essa?
Direi nessuna nel senso che l’organizzazione di Palazzo Ducale a Genova ha una efficienza nel gestire mostre che non ci sono stati problemi. Riguardo la stampa,le foto sono stampate su carta cotone e questo è stato un impegno notevole.Sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti con lo stampatore. Questa mostra rappresenta un aspetto importante del mio essere fotografo e realizzarla mi ha dato una grande soddisfazione.

Sei anche un grande appassionato di musica, in particolare di jazz. Come sei venuto in contatto con Luciano Biondini e Gavino Murgia e, per la mostra a Venezia, con Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura? Come pensi che arte visiva e arte sonora possano intrecciarsi assieme?
Frequento il mondo musicale da molti anni e da tempo che faccio performance con musicisti dove musica e foto si incontrano,non nel senso che mentre scorrono le immagini qualcuno suoni. Mi piace creare uno scambio uno stimolo per entrambe le parti. I musicisti guardando le foto spesso pensano a delle musiche particolari.Così per me quando ho pronta una idea penso a quali musicisti possano lavorare con me sul progetto.Devo dire che ho sempre incontrato grande entusiasmo da parte loro in generale e di questo li ringrazio.Mi hanno aiutato molto.

Sei ancora il fotografo ufficiale dell’Heineken Jammin’ Festival? In futuro continuerai a fare i tuoi reportage fotografici di quest’evento? E quest’esperienza quanto ti è servita per crescere professionalmente?
Quest’anno abbiamo deciso insieme ad Heineken di seguire solo un aspetto legato al racconto.L’esperienza del festival (lo seguo dalla prima edizione)è stata determinante per un mio sviluppo artistico e organizzativo.

Stefano Masnaghetti

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