Flavio Boltro Joyful

Scritto da Stefano Masnaghetti il 03 ago 2012

Flavio Boltro Joyful

Cominciamo, come mi insegnava mia nonna, dal principio.

Mister Italo” (spero non sia un omaggio a Montezemolo) è un bel  brano ritmico che riesce a farmi muovere nonostante la calura di quest’insopportabile estate romana. Il tema ed anche i soli sono un po’ accademici, ma questo detto, per una volta, in senso positivo. Le pentatoniche ‘dentro’ e ‘fuori’ creano quell’aspettativa giusta che, supportata da una ritmica sempre movimentata e stimolante, rendono il tutto piacevole. Simpatica l’idea di alternare il piano elettrico , per l’accompagnamento, a quello classico per il solo di Pietro Lussu. Bell’inizio.

Black Jack” è un tema bello e difficile che Boltro e Giuliani suonano all’unisono. Tanti cambi ritmici, tante svolte, sempre con il drumming di Ceccarelli che riesce a coniugare alla velocità del metronomo altrettanti spunti ritmici. Giuliani sceglie, per il solo, un approccio coltraniano. E come criticarlo?

In “See you tomorrow” sentiamo, per la prima volta,  la voce di Ligertwood. Un brano molto ritmico che sarebbe piaciuto a Ray Charles.

In “Piccola Nina” ascoltiamo un Boltro più assorto e malinconico, in un tema che poi prende una svolta methenynana, su un tempo di 6/8. Anche qui note che vengono servite con garbo. Tutto un po’ formale ma di indubbio buon gusto. Un altro brano piacevole anche per chi vuole studiare come realizzare la giusta proporzione tra parti scritte e parti improvvisate.

Finalmente uno “standard” dei nostri tempi: “Every breath you take”. Il celebre brano di Sting viene proposto con efficacia da un Ligertwood che ne dà una versione più soul. E bravi di nuovo ad utilizzare un suono da Fender Rhodes che ci riporta alle sonorità dei primi anni ’80. Per noi cinquantenni una boccata di nostalgica serenità.

Bora Bora”, altro brano dalla penna di Boltro ricorda un po’ le atmosfere di Kenny Dorham…chissà perché i trombettisti tendono spesso a suonare temi di altri trombettisti?!?  Belle frasi, un solo teso di Giuliani intervallato da un ‘bridge’ al piano elettrico molto alla Corea (complice anche il suono ‘elastico’ del contrabbasso di Darryl Hall).

Over the rainbow” si apre con un’intro del contrabbasso e poi inizia il tema, molto malinconico, suonato da un Boltro particolarmente sobrio. Profondo.

Sidewinder” del grande trombettista/compositore Lee Morgan che aveva problemi con le donne e che finì ammazzato a pistolettate dalla sua compagna. Ancora un approccio molto “soul jazz”, ritmico ed accattivante di un brano che, quando uscì nel 1964, scalò le classifiche quasi fosse un brano pop.

The Preacher”, grande successo di Horace Silver, ci riporta ad un clima dove il rhythm-and-blues si mescola ad un’atmosfera gospel. Un omaggio ad un grande inventore di musica (pagherei per sapere quando del funky prodotto fino ad oggi NON sia stato influenzato da Silver).

E dunque, in conclusione? Un bel CD, buono davvero, godibile, intelligente e un po’ furbastro. Si lascia ascoltare con piacere. E al riascoltarlo ci si accorge di quante buone cose ci siano dentro.
Bene così, grazie a tutti.

Flavio Boltro
Joyful
Bonsai Music, 2012

Flavio Boltro: tromba
Rosario Giuliani: sassofono
Pietro Lussu: piano
Daryl Hall: contrabbasso
André Ceccarelli: batteria
Alex Ligertwood: voce

1 – Mister Italo  (Flavio Boltro)
2 – Black Jack (Flavio Boltro)
3 – See you tomorrow (Flavio Boltro)
4 – Piccola Nina  (Flavio Boltro)
5 – Every breath you take (Sting)
6 – Bora Bora  (Flavio Boltro)
7 – Over the rainbow  (Harold Arlen/ E.Y. Harburg)
8 – Sidewinder  (Lee Morgan)
9 – The Preacher  (Horace Silver)

Marco Lorenzo Faustini

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