Sibelius, l’incantatore

Sarà per via del caldo di questa infinita estate del 2009 che vado alla ricerca di un po’ di refrigerio  (mentale, perlomeno) nella musica di un artista del Nord Europa: Jean Sibelius (1865-1957).
La propria terra di nascita, la Finlandia, ha infatti sempre esercitato un grandissimo fascino su questo  autore; la sua musica è spesso descrittiva di paesaggi bellissimi, laghi, boschi coperti di neve, pianure,  fiordi.

La 5a sinfonia, che sto ascoltando nell’interpretazione di George Prêtre e della Philharmonia Orchestra,  contiene molti di questi elementi: cupezza, nostalgia, eroismo. Si ascolta il vento sibilare tra distese  di abeti, si sente la forza della natura, dominante, suprema che regna incontrastata. Ma c’è anche un  senso di profonda virilità, l’eterna sfida dell’uomo contro forze, più che avverse, immensamente più  potenti. La contrapposizione, la sfida quasi tra le sezioni di archi e quelle di fiati rende questo  dualismo molto evidente. Ma spesso il tutto si risolve in un pieno orchestrale che è di una potenza  formidabile, una sintesi di grande effetto che ci riporta ad altri grandissimi compositori di Sinfonie.
Comprendiamo pure come la musica di Sibelius, se comparata a quella di altri suoi contemporanei (Mahler,  Stravinskij, Schönberg, Berg) possa risultare conservatrice. Come pure questo profondo legame con la  propria terra viene letto, da certa critica, in chiave nostalgica (anche se nessuno si sognerebbe di  tacciare di ‘nostalgici’ Chopin, Listz, Glinka oppure Smetana!).

Diciamo senz’altro che la musica di Sibelius contiene molti elementi innovativi ma resta incanalata nella  tradizione di un’arte ancora fruibile dai più e non destinata a pochi eletti (simile, in questo,  soprattutto a Wagner). Ed inoltre osserviamo che la mancanza di quell’intrinseca complessità tipica della  concezione mahleriana è più che compensata da una serie di mezzi compositivi che portano, comunque, a  vette molto elevate.

Attento osservatore della natura, dei cieli stellati sopra la sua testa ma anche dei paesaggi interiori,  Sibelius riesce a comunicare anche un senso di pura, incontaminata serenità (ascoltate ad es. il secondo  movimento della 5a sinfonia per ritrovare dei passaggi dal respiro quasi ‘cantabili’). E’ un canto  incantatore che risolve, almeno a tratti, l’eterno dualismo tra uomo e natura e tra ragione e passione.

Marco Lorenzo Faustini

 

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